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2018-09-25 22:58

Il governo interviene dopo le contestazioni di Commissione Ue e Antitrust contro l’esclusione di sfalci e potature dalla disciplina dei rifiuti

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Esercitando il suo potere di segnalazione, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha inviato ai presidenti delle Camere e all’Anci alcuni rilievi in merito alla norma della legge 28 luglio 2016, n. 154 (Collegato agricolo), che esclude gli sfalci e le potature derivanti dalla manutenzione del verde urbano pubblico e privato dal regime giuridico dei rifiuti, consentendo di conferirli direttamente in impianti di valorizzazione energetica delle biomasse.

L’Antitrust spiega che il suo intervento “trae origine da una segnalazione del Consorzio Italiano Compostatori che lamenta l’iniqua differenziazione prevista, in un disciplinare di gara per l’affidamento dei servizi di cura del verde pubblico di un Comune, per il conferimento degli scarti vegetali agli impianti di compostaggio rispetto al conferimento degli stessi scarti negli impianti a biomasse o all’utilizzo diretto in agricoltura”.

L’Antitrust auspica l’abrogazione della norma, perché “contrasta con il diritto europeo, si presta a distorsioni nella gestione delle risorse, a sfavore delle imprese che utilizzano gli scarti vegetali come input nell’ambito di filiere di riciclo tracciate e controllate, e quindi a un rischio di compromissione, a livello nazionale, di un corretto sviluppo dei diversi mercati attivati dalla raccolta differenziata. Segnatamente, l’esclusione degli scarti vegetali dalla definizione di rifiuti organici consente il loro impiego anche al di fuori dei percorsi autorizzati e tracciati previsti per i rifiuti, ossia le procedure di compostaggio previste per i rifiuti vegetali, con evidente difformità dei costi di trattamento gravanti sulle diverse filiere”, il che “potrebbe determinare una penalizzazione del settore del compostaggio”.

Obiezioni analoghe erano state sollevate da due ordini del giorno della maggioranza all’epoca dell’approvazione della legge in Senato e l’allora il vice ministro alle Politiche agricole, Andrea Olivero, aveva assicurato che il governo intendeva “ritornare in tempi stretti su questa materia”.

“Grande stupore” per la segnalazione dell’Antitrust, “che favorisce i compostatori”, è stato espresso dal presidente di Fiper, Walter Righini, che osserva come “paradossalmente la norma criticata dall’AGCM riequilibra il mercato e favorisce la concorrenza, attribuendo la responsabilità all’ente pubblico di decidere la modalità con cui trattare il residuo”.

La questione dovrebbe essere risolta nella Legge europea 2018, il cui testo non ancora diffuso è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 6 settembre, in cui è previsto che sarà affrontato il caso EU Pilot 2017/9180/ENVI aperto dalla Commissione europea. L’EU Pilot, che precede l’avvio della procedura di infrazione, segue la risposta che la Commissione Ue aveva dato nel dicembre 2016 a un’interrogazione del M5S, in cui il commissario europeo per l’Ambiente, Karmenu Vella, dichiarava che “ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 4, della direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti (di seguito «la direttiva»), la definizione di «rifiuto organico» include i rifiuti biodegradabili di giardini e parchi. La Commissione ritiene che gli sfalci e le potature rientrino in tale definizione se provengono da giardini e parchi e pertanto dovrebbero essere oggetto di una corretta gestione dei rifiuti, in linea con gli obiettivi di cui all’articolo 4 e all’articolo 13 della direttiva. L’assenza di un controllo adeguato ed efficace su questo tipo di rifiuti sarebbe in contrasto con le disposizioni della direttiva. La Commissione solleverà la questione con le autorità italiane competenti”.