Oggi:

2018-07-19 12:04

Ma com’è profondo il mar?

CAMBIAMENTI CLIMATICI

di: 
Leonello Serva

Stiamo vivendo un periodo climatico calmo e pertanto non abbiamo alcuna percezione di quello che il clima ci può riservare. Nello stesso tempo su questa calma climatica ci stiamo confrontando accanitamente e allochiamo fondi rilevantissimi, distogliendoli da altre finalità ben più importanti quali quelle inerenti la riduzione del rischio sismico e vulcanico.

 

Nel 2000 è stato pubblicato su “Science” un lavoro da me utilizzato in varie occasioni per prestazioni di tipo professionale e da cui ora prendo spunto per ragionare su quello che può accadere sulla Terra per motivi climatici. Il titolo di questo lavoro è Rapid Flooding of the Sunda Shelf: A Late-Glacial Sea-Level Record. Science 288, 1033 (2000). Gli autori sono Till Hanebuth, Karl Stattegger e Pieter M. Grootes dell’Istituto di Geoscienze dell’Università tedesca di Kiel.

Com’è noto, alla fine dell’ultima glaciazione (circa 20.000 anni fa), il livello del mare era di circa 120 metri più basso di quello attuale. Nel lavoro suddetto, attraverso analisi di facies (fondamentalmente: presenza di sedimenti lagunari pieni di resti di mangrovie ed altre piante, sedimenti di spiaggia e paleo suoli) nel Mare della Sonda (che comprende l’arcipelago indonesiano sino al Vietnam; Sunda Shelf di Fig.1) sono state ricostruite in modo molto convincente paleolinee di costa che indicano (Fig.2):

  • Tra -21.000 e -19.000 anni dal presente (la fine cioè dell’ultima glaciazione sopra detta e quindi l’inizio della de-glaciazione) un innalzamento da -116 a -114 metri (m); in altre parole 2 m in 2000 anni e quindi 0,1 centimetri (cm) all’anno immaginandolo continuo; questo però è del tutto aleatorio in quanto i dati non ci permettono di essere più precisi (segmento 1 della figura 2).  Praticamente, considerando tutte le approssimazioni insite in questi valori, tra cui quella appena citata ed altre su cui non mi addentro in questo articolo, non è successo nulla.
  • Tra -19.000 e  -14.600 anni, l’innalzamento è solo di poco più accentuato: da -114 a -96 m, cioè 18 m in 4.400 anni e quindi un po’ più di 0,2 cm all’anno (segmento 2 della figura 2).
  • Tra -14.600 e -14.300 anni, il mare è risalito da -96 a –80 m, cioè 16 m in trecento anni, quindi 5,3 cm all’anno se facciamo la media, che però potrebbe essere del tutto aleatoria (segmento 3 della figura 2). Questa è una risalita da  diluvio universale di biblica memoria!.
  • Tra -14.300 e -13.100 anni un innalzamento da –80 a –64 m e cioè 16 m in 1200 anni, quindi circa un 1 cm all’anno (segmento 4 della figura 2). Un altro mezzo diluvio.

Tra -13.100 e -11.000 anni, il trend è praticamente lo stesso di quello precedente.

Figura 1. Ubicazione del Mare della Sonda (Sunda Shelf).

Figura 2. Curva di risalita del livello del mare secondo il lavoro oggetto di questo articolo. I cerchietti colorati indicano le età più probabili dei campioni datati. I rettangoli e la zona in grigio sono le variazioni di marea assunte. La linea indica quindi la posizione più probabile del livello del mare nell’intervallo di tempo considerato.

Altri autori (es. Liuet Al, 2004) riportano dati leggermente diversi ma che confermano la presenza di varie fasi estremamente veloci di risalita del livello del mare (Fig. 3)


Figura 3Curva di risalita del livello del mare negli ultimi 22.000 anni secondo : Liu, J.P., Milliman, J.D., Gao, S., Cheng, P., 2004. Holocene development of the Yellow River's subaqueous delta, North Yellow Sea. Marine Geology 209, 45–67.

Questi valori indicano che le velocità di scioglimento dei ghiacci sono estremamente variabili e le ragioni di ciò sono complesse e molteplici e richiedono ancora studi approfonditi. Sicuramente però non sono dovute all’impatto delle attività umane visto che a quel tempo esse erano del tutto irrilevanti rispetto a quelle del sistema Terra nel suo insieme.

I trend di sollevamento del mare oggi calcolati da vari ricercatori e commissioni internazionali sono tutti significativamente al di sotto del centimetro all’anno e quindi all’interno dei periodi calmi secondo i dati presentati. Solo nello scenario più gravoso secondo le stime dell’IPPC saremmo di poco al disotto del centimetro all’anno (Figura 4) ma i dati ad oggi raccolti mostrano che questo scenario è del tutto improbabile: al massimo una risalita di 0.25 cm/anno (Figura 5)

Figura 4. Aumento del livello del mare (m) nel prossimo secolo secondo lo scenario IPCC


Figura 5. Curva di risalita del livello del mare dal 1970 al 2008. Le linee non tratteggiate indicano i dati misurati e le linee tratteggiate indicano le previsioni IPPC.

Credo che ciò debba farci riflettere; si può certamente concludere che noi stiamo vivendo un  periodo climatico calmo e pertanto non abbiamo alcuna percezione di quello che il clima ci può riservare. Nello stesso tempo su questa calma climatica ci stiamo confrontando accanitamente e allochiamo anche fondi rilevantissimi, che in questo modo vengono distolti da altre finalità ben più importanti quali quelle inerenti la riduzione del rischio sismico e vulcanico.

Sicuri che è un problema piccolo?

modifico il doppio messaggio aggiungendo che un aumento di un metro e oltre non è poco. Ha notevoli implicazioni di vario tipo.

Periodo calmo e dati poco preoccupanti?

Salve, vorrei far presente che attualmente siamo in un trend di risalita di circa 3.2 mm/anno,quindi già al di sopra del trend indicato da lei riguardo i i modelli IPCC del 2007. Tutti gli scienziati sono concordi ormai nel ritenere quei modelli troppo conservativi a causa di un'accelerazione del processo di fusione dei ghiacci groenlandesi e antartici, non previsto fino a una decina di anni fa. E' molto probabile che entro la fine del secolo si arriverà ad un aumento intorno al metro, ma se ne prevedono altri in periodi piu lunghi. Ora dire che non ci sono problemi perchè i tassi di innalzamento del immediato postglaciazione erano maggiori non ha molto senso, perché non si tiene conto che all'epoca non c'erano 7 miliardi di persone. E che molte città sorgono sulle rive del mare.
Non è un mistero che la civiltà si sia sviluppata vicino a questo, in un periodo relativamente stabile per i livelli degli oceani e dei mari.
Dire che un aumento del livello del mare di un metro o piu è poca cosa, voul dire non aver ben chiare le forze in gioco e i problemi ad esse collegati.

l'errore nel ragionamanto proposto

L'errore nel ragionamanto proposto dall'amico Serva è nel proporre un analisi della questione del riscaldamento globale basata su andamenti del passato senza un minimo di analisi delle cause.

In passato il clima era dominato da fenomeni naturali e tra questi i gas serra che avevano un origine sostanzialmente naturale (geologica, prevalentemente vulcanica).

Per la sola CO2 nel 2012 si è arrivati a 34 miliardi di tonnellate di origine antroipica contro i 300 milioni circa di origine geologica, cui si aggiungono CH4 e NO2, con un effetto serra 30 e 300 volte superiore a quello della CO2.

Questo significa che l'equilibrio che è esistito in passato è rotto e che le emissioni antropiche dominano la questione cloiamtica, per cui ogni estrapolazione è del tutto priva di senso.

Da questo viene l'allarme dei climatologi, il fatto che i mari crescano di 3 mm l'anno non è motivi di garanzia per il futuro a meno che non si abbia un qualche modello (difficle con emissioni antorpicvhe di questa entità) che garantisca che continuerà così in futuro.

Se dovesse avvenire il collasso dei ghiacci della Groellandia e di parte di quelli dell'antartide, in pco tempo i mari salirebbero di decine di metri.
Ha l'amico Serva argomenti per escludere questa eventualità considerata con preoccupazione da molti climatologi ??

Caserinik

La trattazione scientifica del tema della fusione dei ghiacci e del conseguente aumento del livello del mare è inconsistrente, denota una scarsissima preparazione sulla materia.
Alcuni argomnti sono risibili:
"Questi valori indicano che le velocità di scioglimento dei ghiacci sono estremamente variabili e le ragioni di ciò sono complesse e molteplici e richiedono ancora studi approfonditi. Sicuramente però non sono dovute all’impatto delle attività umane visto che a quel tempo esse erano del tutto irrilevanti rispetto a quelle del sistema Terra nel suo insieme."
...è come se un ladro dicesse: anni fa ci sono stati molti furti e io ero all'estero, quindi io non c'entro con i furti di oggi.

La scienza ha in realtà dato molte risposte chiare sul perchè si fondono le masse glaciali a seguito del riscaldamento glolbale (ad esempio, qui è commentato uno degli ultimi studi: http://www.climalteranti.it/2013/08/31/linevitabilita-dellinnalzamento-d... )

Se sul sito degli amici della terra si scrive che si sta spendendo troppo per contrastare il riscaldamento globale (ma dove sarebbero i "fondi rilevantissimi?!?", chissà cosa scriveranno i nemici della terra...