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2018-12-15 09:03

Corte dei conti Ue su inquinamento dell’aria e salute, norme da aggiornare e rafforzare

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Secondo la Corte dei conti europea, le azioni dell’Ue volte a proteggere la salute umana dall’inquinamento atmosferico non hanno prodotto l’impatto atteso e la normativa va aggiornata e rafforzata. È quanto sostiene un rapporto appena pubblicato, in cui la Corte rileva che l’inquinamento atmosferico provoca nell’Ue circa 400.000 decessi prematuri l’anno e comporta diseconomie legate alla salute per centinaia di miliardi di euro. Tuttavia, questi costi umani ed economici non si sono ancora tradotti in un intervento adeguato nell’intera Ue.

Gli standard sulla qualità dell’aria applicati dall’Ue sono stati definiti quasi venti anni fa e la Corte sottolinea che alcuni sono molto meno severi rispetto alle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità e ai livelli suggeriti dai più recenti riscontri scientifici. Secondo la Corte, se da un lato le emissioni di inquinanti atmosferici sono diminuite, dall’altro la maggior parte degli Stati membri non rispetta ancora le norme europee e non intraprende azioni sufficientemente efficaci per migliorare la qualità dell’aria. Questo, nonostante le azioni legali intraprese dalla Commissione Ue contro molti Stati membri e la pronuncia di sentenze ad essa favorevoli.

Secondo la Corte dei conti Ue, c’è anche il rischio che l’inquinamento atmosferico sia stato sottostimato, perché potrebbe non essere stato misurato in siti idonei. I piani per la qualità dell’aria, introdotti dalla direttiva del 2008 sulla qualità dell’aria, spesso non hanno prodotto i risultati attesi e la Commissione Ue incontra una serie di limitazioni nel monitorare la performance degli Stati membri quanto al conseguimento dei valori-obiettivo.