QUEL CHE C'È DA SAPERE
Il 21 gennaio la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica, aperta fino al 18 febbraio, sulla revisione dell’atto delegato relativo al cambiamento indiretto della destinazione d’uso dei terreni (Iluc), basata su un aggiornamento della metodologia e dei dati sull’espansione globale delle colture alimentari e per mangimi.
Secondo la nuova relazione della Commissione, la superficie coltivata a soia è cresciuta in media di oltre l’1% l’anno a livello globale dal 2008, con un’espansione superiore a 100.000 ettari. Più del 10% di questa crescita si è verificata su terreni ad alto contenuto di carbonio, come foreste e zone umide, determinando un aumento significativo delle emissioni di gas serra.
Sulla base dei criteri previsti dall’articolo 3 del Regolamento delegato Iluc, la soia rientra quindi nella categoria delle materie prime ad alto rischio Iluc, insieme all’olio di palma, che mantiene questa classificazione. Secondo la Commissione, l’espansione della produzione di entrambe le colture su terreni ricchi di carbonio è tale che le emissioni di gas serra legate al cambiamento di uso del suolo annullano i risparmi emissivi ottenuti rispetto ai combustibili fossili.
Il Regolamento introduce inoltre una traiettoria di riduzione progressiva del contributo dei biocarburanti ad alto rischio Iluc agli obiettivi europei sulle energie rinnovabili, con un azzeramento previsto entro il 2030, in linea con la Direttiva sulle energie rinnovabili (RED).