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2026-09-23 11:15

Sblocca-trivelle: commissari in caso di inerzia delle Regioni

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 10 settembre è stato pubblicato il Decreto-Legge 10 settembre 2026, n. 157, che oltre a prorogare fino al 17 settembre la riduzione dell’accisa sul gasolio introduce una nuova procedura per accelerare i procedimenti relativi alla ricerca e alla coltivazione di idrocarburi sulla terraferma.

La norma riguarda anche la perforazione di pozzi e il rilascio, la proroga o la modifica di permessi di ricerca e concessioni. Se la Regione interessata non esprime l’intesa entro 45 giorni, il Presidente del Consiglio può assegnarle un ulteriore termine fino a 60 giorni. In caso di ulteriore inerzia, quando siano coinvolti interessi legati alla sicurezza energetica o alla continuità degli approvvigionamenti, il Consiglio dei ministri può nominare un commissario ad acta incaricato di esprimere l’intesa al posto della Regione.

Secondo il Governo, l’intervento punta a superare i ritardi che hanno interessato alcuni procedimenti e a favorire la valorizzazione delle risorse energetiche nazionali. Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani ha indicato, in particolare, la possibilità di aumentare significativamente la produzione petrolifera in Basilicata.

La nuova disciplina presenta però alcuni problemi di coordinamento normativo. I Servizi Studi di Camera e Senato osservano che il termine di 45 giorni non è collegato espressamente a una disposizione vigente e che esiste già, nella legge 239/2004, una procedura per i casi di mancata intesa regionale, con termini differenti. La nuova norma rischia quindi di introdurre una seconda procedura applicabile agli stessi casi.

Ulteriori dubbi riguardano il ricorso ai poteri sostitutivi dello Stato e le modalità di nomina del commissario. La relazione del Governo richiama l’articolo 120 della Costituzione, che comprende la tutela dell’unità economica della Repubblica; sicurezza energetica e continuità degli approvvigionamenti non rientrano però espressamente tra i presupposti indicati dalla norma costituzionale. I Servizi Studi chiedono quindi un approfondimento durante l’esame parlamentare.

L’accelerazione delle autorizzazioni non comporterebbe comunque effetti immediati sulla disponibilità di idrocarburi. Lo stesso Tavolo della domanda di Confindustria ha sottolineato che l’avvio di nuova produzione richiederà tempi più lunghi rispetto all’attuale crisi dei prezzi, chiedendo quindi misure in grado di ridurre nell’immediato il costo del gas per le imprese.

Il disegno di legge di conversione, A.S. 2029, è ora all’esame della Commissione Ambiente del Senato. Il Parlamento dovrà completare la conversione entro il 9 novembre 2026.