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2026-09-23 10:40

REPowerEU: investimenti insufficienti e risultati difficili da misurare

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 9 settembre la Corte dei conti europea ha pubblicato la Relazione speciale 21/2026, dedicata all’attuazione di REPowerEU, il piano varato nel 2022 per ridurre la dipendenza dell’Unione dai combustibili fossili russi e accelerare la transizione energetica.

La Corte riconosce che tra il 2021 e il 2024 le importazioni dirette di petrolio e gas dalla Russia sono diminuite nettamente. Il risultato non può però essere attribuito interamente a REPowerEU: hanno contribuito anche gli inverni miti, i prezzi elevati e la riduzione dei consumi di famiglie e imprese. Nello stesso periodo, inoltre, le importazioni europee di GNL russo sono aumentate.

Nel 2022 la Commissione aveva stimato in circa 300 miliardi di euro gli investimenti aggiuntivi necessari entro il 2030. Ad aprile 2026, dopo le revisioni dei PNRR, le risorse programmate nei capitoli REPowerEU ammontavano invece a 54,3 miliardi, di cui 24,7 miliardi di sovvenzioni e 29,6 miliardi di prestiti. Non si tratta di somme già spese, ma dei finanziamenti assegnati alle misure inserite nei piani nazionali. Secondo la Corte, mancano elementi sufficienti per dimostrare che il divario sarà colmato con altri investimenti pubblici o privati.

Anche i risultati sono difficili da misurare. Le misure finanziate potrebbero aggiungere almeno 20 GW di capacità rinnovabile entro il 2026, meno di un quinto dei 103 GW supplementari previsti dal piano. Molti obiettivi dei PNRR indicano però la spesa sostenuta, i contratti firmati o l’avanzamento delle procedure, senza specificare quanta capacità sarà effettivamente installata. Limitati risultano inoltre gli interventi dedicati alle interconnessioni elettriche tra Stati membri.

La Corte raccomanda quindi di collegare meglio i capitoli REPowerEU ai Piani nazionali energia e clima, indicando misure, responsabilità, fonti finanziarie e risultati verificabili. Per l’Italia, uno dei cinque Paesi esaminati direttamente, il rapporto rafforza la necessità di coordinare in modo trasparente PNIEC, PNRR e programmazione delle reti e di misurare i progressi attraverso capacità installata, risparmi energetici e riduzione effettiva delle importazioni fossili, non soltanto attraverso la spesa e l’avanzamento amministrativo.