QUEL CHE C'È DA SAPERE
Nel 2024 i sussidi energetici nell’Unione europea sono diminuiti rispetto ai livelli raggiunti durante la crisi dei prezzi, ma restano molto superiori alla media precedente al 2020. È quanto emerge dal Rapporto 2025 sui sussidi energetici nell’UE, pubblicato dalla Commissione europea il 17 settembre con dati aggiornati al 2024.
Gli interventi di sostegno hanno raggiunto complessivamente 340 miliardi di euro, il 5% in meno rispetto al 2023 e il 25% in meno rispetto al picco di 457 miliardi del 2022. Il dato rimane tuttavia molto più elevato della media annua di circa 190 miliardi registrata tra il 2015 e il 2019.
I sussidi alle fonti rinnovabili sono aumentati da 55 a 76 miliardi di euro. Quelli destinati alle fonti fossili sono invece scesi da 121 a 97 miliardi, ma restano nettamente superiori alla media di 60 miliardi del periodo precedente alla crisi energetica.
La Commissione rileva inoltre che nel 2024 gli Stati membri non hanno assunto nuovi impegni concreti per eliminare progressivamente i sostegni ai combustibili fossili. Anche nei Paesi che hanno annunciato il phase-out continuano generalmente a mancare scadenze vincolanti.
La classificazione comprende contributi diretti, agevolazioni fiscali, riduzioni delle accise e interventi sui prezzi. Il rapporto costituisce quindi un riferimento utile anche per valutare misure italiane come gli sconti generalizzati sui carburanti, soprattutto quando non sono legati al reddito o alla riduzione delle emissioni.
Entro la fine del 2026 la Commissione presenterà una proposta di revisione del Regolamento sulla governance dell’Unione dell’energia. Sarà importante verificare se introdurrà obblighi più stringenti per il censimento e il progressivo superamento dei sussidi fossili.