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2017-12-18 19:45

Antidumping, la commissione commercio internazionale del Parlamento europeo modifica la proposta della Commissione Ue. Soddisfazione del ministro Calenda

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La commissione per il commercio internazionale (INTA) del Parlamento europeo ha approvato con 33 voti a favore, 3 contrari e 2 astensioni, una relazione che emenda la proposta della Commissione europea sugli strumenti anti-dumping e sulla nuova metodologia di calcolo dei dazi 'neutrale' per Paese. La relazione sarà votata in luglio dall’Assemblea di Strasburgo, dopo di che il Parlamento europeo potrà iniziare i colloqui con i ministri dell'Ue sulla base del testo approvato. A inizio maggio il Consiglio dei ministri dell'Ue aveva adottato una posizione comune sulla nuova metodologia per il calcolo dei dazi nelle indagini antidumping, dopo una trattativa al termine della quale la Commissione europea ha rinunciato all'idea di riconoscere lo status di economia di mercato alla Cina e ha accolto due punti fondamentali richiesti dal governo italiano. 

La relazione adottata dalla commissione INTA del Parlamento europeo rende obbligatorio l'uso dei prezzi internazionali e non del Paese che fa dumping, per valutare se c'è una distorsione di mercato, elimina l'onere della prova a carico delle imprese, obbligando la Commissione europea a presentare relazioni più robuste, con valore probatorio, sui settori e i Paesi a rischio dumping, come acciaio o Cina. Una volta determinata l'esistenza di “distorsioni significative”, la Commissione europea sarà tenuta a ricostruire il “valore normale” del prodotto esportato, facendo ricorso automaticamente a prezzi e costi internazionali. L'onere di provare l'assenza di distorsioni sarà interamente in capo ai produttori esportatori.

Inoltre, secondo gli emendamenti approvati dalla commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo, le indagini antidumping dovranno tener conto della conformità del Paese esportatore alle norme e agli standard internazionali in materia di lavoro, fisco e ambiente, della presenza di eventuali misure discriminatorie nei confronti degli investimenti esteri, del diritto societario, dei diritti di proprietà e del regime fiscale e fallimentare.

Con l'adozione della risoluzione da parte della commissione INTA, dopo l'approvazione in plenaria a luglio, il Parlamento europeo potrà iniziare i colloqui con i ministri dell'Ue sulla base del testo approvato.

Soddisfazione per il voto della commissione INTA sulla nuova metodologia di calcolo nell’anti-dumping è stata espressa dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che ricorda come si tratti di “un dossier legislativo che è strettamente legato alla nota questione della concessione alla Cina dello status di economia di mercato”, che “segna un ulteriore passo nel percorso per migliorare ulteriormente la proposta legislativa presentata dalla Commissione nel novembre scorso. Da più di due anni l’Italia è impegnata in una battaglia, spesso solitaria, per evitare soluzioni, ipotizzate ad inizio 2016, che avrebbero rappresentato di fatto la fine dell’Antidumping, con conseguenze disastrose per l’industria e l’occupazione in Europa”.

“L’auspicio dell’Italia”, afferma Calenda, “è che Consiglio e Commissione prendano ora coscienza della necessità di non limitare i miglioramenti apportati dal Parlamento europeo e non cerchino, nel prosieguo dell’iter di co-legislazione, di minimizzarne la portata.”