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2018-04-20 22:31

Il Parlamento approva il decreto legge sullo smaltimento delle ecoballe in Campania

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Sulla Gazzetta Ufficiale del 23 gennaio è stata pubblicata la legge n. 9/2016, che ha convertito in legge il decreto legge contenente “Misure urgenti per interventi nel territorio”. L’art. 2 è dedicato a “Interventi straordinari per la Regione Campania” e affronta il problema delle ecoballe, che si trascina dai tempi dell’emergenza rifiuti del periodo 2000-2009 ed è stato oggetto di due sentenze di condanna della Corte di giustizia dell’Unione europea nel 2010 e nel 2015, che prevedono pesanti sanzioni: 20 milioni di euro una tantum e una penalità giornaliera di 120.000 euro sino alla completa risoluzione delle inadempienze.

Per sanare questa situazione, l’art. 2 della legge prevede che il Presidente della Regione predisponga un Piano straordinario di interventi di smaltimento delle ecoballe, anche attraverso la messa in sicurezza permanente in situ, e di bonifica degli altri siti dove sono state stoccate in questi anni. Per il finanziamento di questo Piano, la legge stanzia 150 milioni di euro per l'anno 2015.

La questione delle ecoballe è stata anche oggetto, il 18 gennaio, di un’audizione del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Il Piano della Regione, adottato con delibera della Giunta n. 828 del 23 dicembre 2015 e inviato al governo per la valutazione, quantifica in 5,6 milioni di tonnellate le ecoballe da smaltire e prevede una spesa di 1,3-1,5 miliardi di euro. Il Piano prevede che un terzo delle ecoballe venga trasferito in impianti e siti fuori regione, un altro terzo venga trasformato in combustibile secondario da rifiuti, con un potenziamento degli impianti STIR (stabilimenti di tritovagliatura e imballaggio rifiuti) già esistenti in Campania, e il restante terzo venga utilizzato per la ricomposizione morfologica delle cave campane. Il 24 dicembre scorso, la Regione ha avviato il primo bando di gara, che prevede l'assegnazione di otto lotti per la rimozione di ottocentomila tonnellate di ecoballe, per una spesa di 150 milioni, cioè quanto stanziato dalla legge per il 2015.

I rifiuti tritovagliati stoccati sul territorio della regione Campania sono stati oggetto, nei mesi scorsi, di vari interventi del ministero dell’Ambiente. Secondo la relazione del Gruppo di lavoro istituito presso il Ministero dell'ambiente per la valutazione delle migliori tecniche di gestione delle ecoballe, si pala di circa 5,6 milioni di tonnellate, corrispondenti a più di 4,2 milioni di ecoballe, la maggior parte delle quali sono depositate in un numero limitato di siti. Infatti le aree con un quantitativo stoccato superiore a 100.000 tonnellate di rifiuti sono sette e, nel loro insieme, ospitano il 90% del totale dei rifiuti stoccati. In tre siti (Giugliano, Villa Literno e Caivano) è stoccato quasi l'80% del quantitativo complessivo.

L’8 luglio scorso, alla Camera, il ministro Gian Luca Galletti ha ricordato che il numero complessivo di siti in questione è pari a 22, la cui gestione è affidata a società provinciali, che provvedono anche a corrispondere i canoni di locazione per gli undici siti di proprietà privata. Il costo complessivo della gestione è di circa 16 milioni di euro annui.

Il 30 luglio scorso, in commissione ambiente della Camera, il governo ha descritto le tre ipotesi tecniche per lo smaltimento delle ecoballe, su cui era in corso un confronto con la Regione Campania e con l’Unione europea:

1) realizzazione di un impianto di termovalorizzazione dedicato nel comune di Giugliano (NA), che richiederebbe “tre anni per la costruzione dell'impianto e circa 14 anni – cioè fino al 2033 – per il completo smaltimento delle ecoballe e sconta le perplessità della popolazione residente”;

2) smaltimento presso impianti di termovalorizzazione esistenti in Italia e all'estero, con un costo di circa 800 milioni di euro e una durata di circa dieci anni;

3) un approccio diversificato in rapporto alla dimensione del sito di stoccaggio. Per il sito più grande di Taverna del Re-Villa Literno, si ipotizza la messa in sicurezza permanente dei rifiuti in situ, trasformando il sito di stoccaggio “in una discarica a norma, con impermeabilizzazione della falda, captazione del biogas prodotto e copertura delle ecoballe con strutture definitive e destinato sia per scopi sociali che per la produzione di energie rinnovabili”. Per i siti più piccoli, invece, si ipotizza la termovalorizzazione delle ecoballe in impianti già esistenti, come previsto dall’art. 36 del decreto “Sblocca Italia”, con un costo di circa 280 milioni di euro e un tempo di realizzazione di circa tre anni.