QUEL CHE C'È DA SAPERE
A giugno Eurostat ha diffuso le prime stime sulle emissioni di gas serra dell'Unione europea per il 2025. Secondo i dati, le emissioni di gas a effetto serra dell'Unione europea continuano a diminuire nel lungo periodo, anche se nel 2025 hanno registrato una lieve inversione di tendenza rispetto all'anno precedente.
Nel 2025 le attività economiche e le famiglie dell'UE hanno emesso complessivamente circa 3,34 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente, un valore inferiore del 17% rispetto al 2015 (e del 18,7% rispetto al 2013), ma superiore dell'1% rispetto al 2024. Si tratta del primo aumento annuale delle emissioni dopo il rimbalzo registrato nel 2021 in seguito alla pandemia. L'incremento è comunque contenuto e interessa quasi tutti i principali settori economici.
Nel 2025 il settore manifatturiero si conferma la principale fonte di emissioni dell'Unione, con 697 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, seguito dalle famiglie (690 milioni), dalla produzione di elettricità, gas, calore e aria condizionata (540 milioni) e dai trasporti e magazzinaggio (479 milioni). Rispetto al 2024, le emissioni sono aumentate dell'1% nella manifattura, dell'1,2% nella produzione di energia, dello 0,9% nei trasporti e dell'1,5% nelle famiglie, mentre l'agricoltura è l'unico grande settore a registrare una diminuzione (-0,7%).
Nonostante questa lieve crescita nell'ultimo anno, il quadro di lungo periodo resta caratterizzato da una marcata riduzione delle emissioni. Il contributo maggiore proviene dal settore della produzione di elettricità e calore, che tra il 2013 e il 2025 ha quasi dimezzato le proprie emissioni, riducendole di circa 503 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, grazie soprattutto alla progressiva sostituzione del carbone con fonti rinnovabili, in particolare eolico e fotovoltaico. Al contrario, nello stesso periodo il settore dei trasporti e magazzinaggio ha visto aumentare le proprie emissioni del 14,6%, confermandosi uno dei comparti più difficili da decarbonizzare.
Per quanto riguarda l'Italia, i dati preliminari indicano una sostanziale stabilità: le emissioni sono passate da poco più di 386 milioni a poco meno di 387 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, con un incremento dello 0,1% rispetto al 2024.