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2020-08-03 10:59

Una critica di Gianluca Valensise e la risposta di Mario Signorino

SCAMBIO DI LETTERE

 “Premetto che sono anche io un Amico della Terra (ero anche iscritto, anni fa) e scrivo con spirito assolutamente costruttivo.

“Ricevo sempre con piacere le vostre segnalazioni, ma nelle ultime settimane ho visto che l'Astrolabio sta pubblicando articoli un po' discutibili. Conosco bene l'autore di questi articoli, anche quando coperto da pseudonimo, e ho simpatia per lui e per la sua abbastanza sfortunata storia professionale. Però questi articoli non offrono una visione corretta dei temi che trattano, oltre ad essere inutilmente catastrofistici. L'autore cita sé stesso per un articolo scritto nel 1990, peraltro su una rivista minore, e dimentica di citare diversi contributi molto più recenti allo studio di quel terremoto, tra cui spicca un articolo di Guidoboni e altri del 2005 apparso su una rivista molto prestigiosa (http://www.agu.org/pubs/crossref/2005/2005JB003683.shtml).

“La prassi scientifica ha delle regole precise che non dovrebbero essere ignorate solo perché si sta scrivendo per l'Astrolabio invece che per Nature. Non rendere conto ai lettori dei progressi della ricerca significa fare disinformazione, e la cosa è anche più grave se questa "dimenticanza" nasce dalla forma di autoreferenzialità più odiosa per un ricercatore, che consiste nel citare solo sé stessi.

“Ribadisco, non voglio fare polemica e sono stato tranquillo fino ad oggi, per avendo riscontrato lo stesso problema in precedenti articoli recenti dello stesso autore. Ma non potevo più non non condividere con lei questo punto di vista.

“Un cordiale saluto e, va da sé, resto a disposizione degli Amici della Terra.”

Gianluca Valensise


 

Gianluca Valensise ci dà un dispiacere e non perché ci critica. La ricerca del contraddittorio informato è uno degli obiettivi dell’”Astrolabio”. Né c’è alcun bisogno che le critiche siano espresse “con spirito assolutamente costruttivo”: anche quelle distruttive hanno piena legittimità. A patto però che le une e le altre siano motivate e documentate.

Ed ecco il dispiacere sincero: il nostro amico Gianluca non rispetta questa regola, fa delle critiche dure ma generiche e non porta alcuna pezza d’appoggio. Il che, lui m’insegna, dal punto di vista scientifico non è una bella cosa; e neanche dal punto di vista politico ed etico. L’articolo della Guidoboni non mi sembra che contraddica quanto scritto sull’intensità del terremoto del 1117.

Davvero l’”Astrolabio” pubblica, su una materia fondamentale come il rischio sismico, sulla quale peraltro siamo l’unico soggetto politico impegnato da anni, articoli “catastrofistici”, di “disinformazione”, di visione non corretta delle tematiche? Se questa è l’accusa, e se penso invece alla correttezza che viene riconosciuta in genere alle nostre analisi di merito, io questa accusa la ricevo e la respingo tra l’incredulo e il divertito.

E tuttavia resta la gravità delle critiche che ci vengono mosse; invito perciò Gianluca a precisarle convenientemente sull’ “Astrolabio”, mettendogli a disposizione tutto lo spazio che gli serve.

Con una sola avvertenza: ho trovato sgradevoli i riferimenti che ha dedicato a uno dei nostri principali collaboratori, assai stimato, non solo da noi, sul piano scientifico e morale, e che invece lui attacca con accuse generiche e presenta come un incompetente e un disgraziato dalla “abbastanza sfortunata storia professionale”. Valensise converrà con me che gli attacchi personali sono incompatibili con la buona politica, il buon giornalismo e la buona scienza. Dunque, mi aspetto un altro stile.

In attesa dell’articolo di Gianluca, mi auguro che, in un futuro non lontano, si possa trovare comunque il modo di passare più utilmente il tempo collaborando.

Mario Signorino