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2020-02-23 04:45

Prodotti ecocompatibili ed etichette energetiche: significativi ritardi e stime irrealistiche

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Le norme Ue sulla progettazione ecocompatibile e sull’etichettatura energetica hanno contribuito ad una maggior efficienza energetica ma “il processo di regolamentazione ha subìto ritardi significativi e l’impatto della politica in esame rischia di essere sovrastimato”. Lo afferma una relazione della Corte dei conti europea, in cui si osserva che nel processo di regolamentazione vi sono stati “ritardi evitabili”, che hanno ridotto l’impatto di questa politica, perché “probabilmente i requisiti di progettazione ecocompatibile erano obsoleti e le etichette energetiche non più pertinenti per aiutare i consumatori a operare una distinzione tra i prodotti con la migliore performance e quelli con la peggiore”.

Inoltre, “è probabile” che sia stato sovrastimato l’impatto di queste norme, a causa di alcune ipotesi utilizzate, che hanno portato a “stime talvolta irrealistiche”, dato che non prendono in considerazione l’impatto della non conformità alle regolamentazioni, né i ritardi di attuazione. “Inoltre, la quantificazione dell’impatto della progettazione non tiene conto della differenza tra il consumo teorico derivante da norme armonizzate e il consumo energetico effettivo. Ad esempio, i frigoriferi-congelatori sono testati senza aprire gli sportelli e senza alimenti all’interno. Vi è quindi il rischio che il risparmio energetico sia sovrastimato”, avverte la Corte.

La vigilanza sui prodotti venduti nel proprio territorio spetta alle autorità dei singoli Stati e sono loro a dover controllare che rispettino la normativa europea in materia di etichettatura energetica e progettazione ecocompatibile. Nell’ultimo decennio, la Commissione europea ha finanziato vari progetti per rafforzare la vigilanza ma, secondo la Corte dei conti Ue, “resta incerto se questi abbiano effettivamente modificato il modo in cui gli Stati membri assolvono i propri doveri di vigilanza del mercato. Nella pratica, il numero dei modelli di prodotti testati in laboratorio è ancora relativamente contenuto. Di recente, la Commissione ha stimato che, nel complesso, non è conforme al diritto dell’UE il 10-25 % dei prodotti”. Per questo, afferma la Corte, “le inadempienze da parte di produttori e dettaglianti continuano a costituire un problema importante”.

Per accrescere l’impatto della politica in materia di progettazione ecocompatibile ed etichettatura energetica per il periodo successivo al 2020, la Corte dei conti europea rivolge alla Commissione Ue una serie di raccomandazioni, tra cui:

• provvedimenti volti ad accelerare il processo di regolamentazione, adottando ad esempio le misure di esecuzione quando sono pronte, anziché quando un pacchetto è completo;

• miglioramenti nella misurazione e nella comunicazione dell’impatto della politica in materia, affinando le ipotesi sottese e utilizzando una metodologia che quantifichi il consumo effettivo di energia da parte degli utilizzatori finali.