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2019-11-17 09:06

Primo via libera della Camera alla Legge Salvamare

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge sulla promozione del recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne, e per l'economia circolare, la cosiddetta “Legge Salvamare”. Presentata dal precedente governo, la proposta era composta di sette articoli, che dopo le modifiche approvate in commissione sono diventati dieci.

L’obiettivo del provvedimento è quello di contribuire al risanamento dell'ecosistema marino e promuovere l'economia circolare, nonché sensibilizzare la collettività al fine di promuovere la prevenzione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti negli ecosistemi marini e alla loro corretta gestione, e contiene le definizioni applicabili.

I rifiuti accidentalmente pescati in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune (RAP) vengono equiparati ai rifiuti prodotti dalle navi, prevedendo che il comandante della nave che approda in un porto abbia l'obbligo di conferimento dei RAP all'impianto portuale di raccolta. Il conferimento è gratuito per il conferente e si configura come deposito temporaneo.

In caso di ormeggio di un’imbarcazione presso aree non ricadenti nella competenza territoriale di un’autorità di sistema portuale, i comuni territorialmente competenti, nell’ambito della gestione dei rifiuti urbani e assimilati, dispongono che i RAP siano conferiti ad apposite strutture di raccolta, anche temporanee, allestite in prossimità degli ormeggi. Il comandante della nave che approda in un piccolo porto non commerciale, caratterizzato soltanto da un traffico sporadico o scarso di imbarcazioni da diporto, deve conferire i rifiuti presso gli impianti portuali di raccolta integrati nel sistema di gestione dei rifiuti comunale. Intervenendo sull'articolo 184 del decreto legislativo n. 152/2006, sono stati inseriti nell’elenco dei rifiuti urbani i rifiuti accidentalmente pescati o volontariamente raccolti, anche attraverso campagne di pulizia, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune.

Al fine di evitare che i costi della gestione di tali rifiuti gravino esclusivamente sui pescatori e sugli utenti dei porti, viene previsto che tali costi siano coperti da una componente della tariffa di gestione del servizio integrato dei rifiuti, la cui disciplina e definizione sono rimesse all’Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente). L’indicazione di questa componente negli avvisi di pagamento dovrà essere separata rispetto alle altre voci.

Per i comandanti dei pescherecci che conferiscono i RAP vengono previste misure premiali, di natura non economica, che dovranno essere definite con decreto del ministero delle Politiche agricole di concerto con quello dell’Ambiente, da emanarsi entro quattro mesi.

Il provvedimento riguarda anche le campagne organizzate di pulizia di fiumi, laghi e lagune, per le quali è prevista l’emanazione, entro sei mesi, di un decreto del ministero dell’Ambiente, di concerto con quello delle Politiche agricole e dopo aver acquisito il parere della Conferenza Stato-Regioni, per definirne le modalità. Nelle more dell’emanazione del decreto, la campagna di pulizia può essere iniziata trascorsi 30 giorni dalla data di presentazione dell'istanza. Per i rifiuti volontariamente raccolti (RVR) durante queste iniziative si applicano le stesse norme applicate ai RAP.

Nell'ottica della promozione dell'economia circolare, è prevista l'emanazione di un regolamento ministeriale, adottato entro sei mesi con decreto del ministro dell'Ambiente, volto a stabilire criteri e modalità con cui i RAP e i RVR cessano di essere qualificati come rifiuti, ai sensi dell'art. 184-ter del decreto legislativo 152/2006, al fine di promuovere il riciclaggio della plastica e di materiali non compatibili con l'ecosistema marino e delle acque interne.

Vengono anche previste particolari modalità di gestione delle biomasse vegetali spiaggiate, campagne di sensibilizzazione, in particolare nelle scuole, e il rilascio - agli imprenditori ittici che, nell'esercizio delle proprie attività, utilizzano materiali di ridotto impatto ambientale, partecipano a campagne di pulizia del mare o conferiscono i RAP - di un riconoscimento ambientale attestante l'impegno per il rispetto dell'ambiente marino e la sostenibilità dell'attività di pesca.