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2017-11-19 22:13

Risoluzione della commissione industria del Senato in merito proposta di direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La commissione industria del Senato ha espresso parere favorevole, con osservazioni, sulla proposta di nuova direttiva in materia di prestazione energetica dell’edilizia, che aggiorna quella esistente, semplificando e snellendo alcuni obblighi obsoleti, integrando le strategie di ristrutturazione degli immobili a lungo termine, migliorando la connessione delle disposizioni esistenti al sostegno finanziario e ammodernandola alla luce dell'evoluzione tecnologica, soprattutto per quanto riguarda la diffusione dei sistemi “intelligenti”. L’esame della proposta di direttiva da parte della commissione del Senato era iniziato lo scorso gennaio e fino a giugno ha visto l’effettuazione di numerose audizioni.

Nella sua risoluzione, la commissione industria sottolinea la rilevanza riconosciuta, nell'ambito del Pacchetto dell’Ue “Energia pulita” e della proposta di direttiva, al settore edile e al suo efficientamento energetico, considerato che quasi il 40% del consumo energetico finale (e il 36% delle emissioni di gas serra) deriva attualmente da case, uffici, negozi e altri edifici, e che le stime europee attestano a circa il 75% gli edifici inefficienti, con percentuali assai contenute in termini di ristrutturazione per l'efficientamento. L'assetto attuale rende necessari e centrali, ai fini degli obiettivi di efficienza energetica europei, ulteriori e più strutturali interventi di ammodernamento, tenuto conto che gli edifici nuovi oggi consumano meno della metà rispetto agli edifici costruiti negli anni ottanta e che circa il 35% degli edifici europei ha più di 50 anni; inoltre, il fatto che il 64% degli apparecchi per il riscaldamento d'ambiente sia costituito da modelli a bassa temperatura poco efficienti e che il 44% delle finestre sia ancora privo dei doppi vetri, impone come non rinviabile un innalzamento dei livelli di prestazione energetica degli edifici.

La commissione industria del Senato si sofferma in particolare sulla questione dei punti di ricarica e precablaggio presso gli edifici per la mobilità elettrica, osservando che:

  • andrebbe rivisto l’obbligo in materia di installazione di punti di ricarica per veicoli elettrici in edifici non residenziali, tenendo conto che tale vincolo potrebbe risultare non sostenibile da parte delle imprese, soprattutto quelle piccole e medie;
  • sarebbe opportuno procedere a un’analisi della fornitura pubblica dei punti di ricarica, provvedendo poi, ove necessario in relazione alle realtà territoriali, a predisporre ulteriori punti di ricarica, con le più opportune politiche sull’installazione di tali punti (nuove costruzioni, ristrutturazioni generali e rifacimenti di aree di parcheggio);
  • relativamente all’obbligo di prevedere entro il 2025 un punto di ricarica ogni 10 posti auto per tutti gli edifici non residenziali di nuova costruzione e per quelli oggetto di ristrutturazioni importanti, occorrerebbe prevedere, al posto dell’obbligo, una indicazione per ogni Paese, che sia condizionata anche alla concreta diffusione su base territoriale del parco di auto elettriche, al fine di garantire la congruità delle politiche rispetto alle condizioni locali;
  • compatibilmente con le possibilità tecnicamente disponibili, occorre incentivare forme di ricarica dei veicoli elettrici attraverso energia da fonte rinnovabile prodotta in sito o in aree limitrofe.

Inoltre, la risoluzione segnala l'opportunità di incentivare strumenti per il ricorso all'uso efficiente del teleriscaldamento e del teleraffrescamento, quali strumenti a ridotto impatto ambientale e ad alto risparmio di energia primaria, già considerati ai fini degli obiettivi Europa 2020. La risoluzione evidenzia che, per quanto riguarda gli impianti di cogenerazione o teleriscaldamento, occorre considerare le realtà territoriali di riferimento: la realizzazione di grandi impianti che producono calore ed energia elettrica per distribuire energia all’area circostante risulta una caratteristica segnatamente delle aree urbane; in un'ottica di efficientamento delle risorse, può risultare tuttavia utile sviluppare ulteriormente nel contesto europeo linee di crescita del ricorso al teleriscaldamento, che individuino le dimensioni efficienti e ottimali per tali impianti, al fine di poter alimentare con tali fonti territori più vasti. Inoltre, posto che la produzione avviene attraverso diverse tipologie di combustibili, occorre sviluppare - oltre ad un uso delle risorse già disponibili sul territorio, come si registra già nelle migliori prassi avviate -anche una prioritaria attenzione alle fonti a minore impatto sull'ambiente, al fine di ridurre gli sprechi energetici e garantire un elevato livello di tutela ambientale.