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2017-12-13 13:49

Consultazione online del governo sull’economia circolare

QUEL CHE C’È DA SAPERE

I ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico hanno avviato la consultazione online sul Documento Verso un modello di economia circolare per l'Italia, che terminerà il 18 settembre. I ministri Gian Luca Galletti e Carlo Calenda scrivono che l’obiettivo di questa consultazione è “raccogliere in piena trasparenza i contributi di tutti gli organi istituzionali competenti, le imprese, gli esperti e i cittadini che sono quotidianamente coinvolti sul tema dell'economia circolare, al fine di arrivare alla elaborazione di un documento che sia il frutto di un processo condiviso e partecipato”.

Il documento afferma che è necessario ripensare il concetto di “rifiuto”, perché se “in passato ha consentito la soluzione di problemi non altrimenti risolvibili, non è più attuale se si va incontro ad una politica di minimizzazione degli scarti. La sfida della transizione verso l’economia circolare è considerare ciò che adesso è un rifiuto come elemento, «mattone» per un nuovo ciclo produttivo”. Di conseguenza, “appare sempre più ineludibile” una “profonda revisione della normativa comunitaria”.

“Se già la green economy considerava il rifiuto una soluzione e non più un problema, ancora oggi il rifiuto stesso soggiace ad una regolamentazione minuziosa, che limita in maniera sensibile molte delle sue potenzialità intrinseche, in particolare attraverso norme che prevedono restrizioni in termini di gestione e movimentazione. Se in passato previsioni restrittive per la gestione dei rifiuti erano giustificate da quello che era considerato il vero problema dei rifiuti, ossia il loro abbandono, senza valutarne le potenzialità, oggi, paradossalmente, si potrebbe limitare il concetto di rifiuto solamente a ciò che «non ha un valore economico» per il mercato; basti pensare a materiali quali gli oli minerali usati, per i quali esiste un mercato che fissa una quotazione pressoché ufficiale che viene utilizzata per gli scambi, e che sono stati oggetto di «contenziosi» internazionali per la loro acquisizione, oppure a beni per i quali il ritiro è disciplinato per legge (come nel caso dei consorzi previsti dalla attuale normativa ambientale per particolari flussi di rifiuti). Considerando tali fattispecie, dovrebbe essere prevista una normativa restrittiva solamente per ciò che è destinato all’abbandono, al fine di prevenire la dispersione nell’ambiente, mentre ad oggi è estesa anche a materiali nobili e di forte richiesta. La revisione della normativa comunitaria dovrà quindi andare oltre le modifiche che hanno portato, nel 2008, alla previsione di una parziale strategia di uscita dal concetto di rifiuto, concretizzatasi anche con il riconoscimento dei sottoprodotti e della cessazione della qualifica di rifiuto.”