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2017-08-20 10:16

Proposta di direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia, le osservazioni della commissione attività produttive della Camera

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La commissione attività produttive della Camera ha approvato una risoluzione sulla proposta di direttiva della Commissione Ue sulla prestazione energetica degli edifici, che modifica la n. 31 del 2010, attualmente in vigore. La risoluzione si chiude con la proposta di istituire una cabina di regia a livello nazionale, in materia di energia, ambiente e trasporti, in modo da ricondurre ad omogeneità e coerenza le politiche settoriali.

La risoluzione ricorda che il settore edilizio produce il 9% del Pil europeo e garantisce circa 18 milioni di posti di lavoro diretti, grazie a tre milioni di imprese, di cui il 99% Pmi, con un fatturato annuo di oltre 1.211 miliardi di euro. Si tratta quindi di un settore che può svolgere un ruolo centrale nella transizione europea verso l'energia pulita e per il raggiungimento dell'obiettivo del 30% di miglioramento dell'efficienza energetica entro il 2030, in quanto responsabile del 40% del consumo energetico finale e del 36% delle emissioni di gas serra.

Secondo le stime della Commissione europea, le nuove misure creerebbero un mercato della ristrutturazione per le Pmi di un valore compreso tra 80 e 120 miliardi di euro, con circa 220.000 nuovi posti di lavoro entro il 2030; comporterebbero un'attività edilizia supplementare collegata all'energia per un valore di circa 47 miliardi di euro entro il 2030, permetterebbero una riduzione della spesa energetica annuale per imprese e famiglie pari ad un importo compreso tra 24 e 26 miliardi di euro e consentirebbero a numerose famiglie di abbandonare la povertà energetica.

La commissione attività produttive della Camera osserva che “rispetto a un obiettivo così qualificante, la proposta di direttiva sembra offrire, di fatto, limitati strumenti; appare quindi opportuno verificare se le risorse indicate dalla Commissione europea siano sufficienti a sostenere lo sforzo finanziario che dovrà essere effettuato per raggiungere gli obiettivi prefissati o se non si debba ipotizzare il ricorso a strumenti innovativi specificamente destinati allo scopo”. Inoltre, la commissione della Camera ritiene che, oltre alla disponibilità di adeguate risorse, sia “indispensabile creare le condizioni ottimali per favorire la realizzazione di investimenti anche da parte di privati, promuovendo in particolare la condivisione, anche tra diversi immobili, dei benefici derivanti dagli interventi realizzati, sia in termini di scambio di energia autoprodotta che in termini di smartness”

La proposta di direttiva prevede che gli incentivi, che possono essere concessi dallo Stato per migliorare l'efficienza energetica, siano parametrati al risparmio energetico ottenuto dalla ristrutturazione. La commissione della Camera fa due osservazioni su questo punto: innanzitutto, occorre verificare se gli incentivi già disponibili “si siano rivelati pienamente utili allo scopo o se non occorra modificarli per orientarli meglio al conseguimento degli obiettivi”; in secondo luogo, manca ancora una definizione armonizzata a livello europeo di “risparmio energetico ottenuto”, che potrebbe portare a una molteplice varietà di metodi di calcolo nei diversi Stati membri, e quindi sarebbe “opportuno prevedere attestati di prestazione energetica armonizzati a livello europeo”.

La proposta della Commissione Ue incoraggia la diffusione delle infrastrutture necessarie alla mobilità elettrica, con particolare riguardo ai grandi immobili commerciali ed esclusi gli edifici pubblici e le Pmi, incentiva il sistema elettronico di monitoraggio, automazione e controllo degli edifici, e introduce un indicatore d'intelligenza per valutare la capacità tecnologica dell'edificio di interagire con gli occupanti e con la rete ai fini di una gestione efficiente. In particolare, si prevede che in tutti gli edifici non residenziali di nuova costruzione e sottoposti a ristrutturazioni importanti, con più di dieci posti auto, almeno uno ogni dieci sia dotato di un punto di ricarica (dal 2025 la disposizione si applica a tutti gli edifici non residenziali con più di dieci posti auto). Inoltre, negli edifici residenziali di nuova costruzione e in quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti con oltre dieci posti auto si dovrà predisporre il pre-cablaggio per la ricarica elettrica. 

Su questo punto, la commissione attività produttive della Camera afferma che sarebbe opportuno lasciare agli Stati membri la discrezionalità di calibrare l'applicazione della disposizione in coerenza con lo sviluppo atteso della rete infrastrutturale nazionale, al fine di evitare che i requisiti sui punti di ricarica comportino semplicemente degli extra costi per i costruttori e per gli acquirenti, senza portare i benefìci auspicati.

Il 27 giugno, il Consiglio dell’Ue ha parzialmente modificato la proposta della Commissione europea, prevedendo che negli edifici non residenziali di nuova costruzione e sottoposti a ristrutturazioni importanti, con più di dieci posti auto, ci debba essere almeno un punto di ricarica e non uno ogni dieci posti auto.