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2024-07-23 11:20

Strategia sviluppo sostenibile approvata dal CITE

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE) ha approvato la revisione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, che declina gli obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Onu adattandoli al contesto italiano.

Il nuovo documento è frutto di una revisione del 2022 (rispetto alla prima versione approvata nel 2017) che ha coinvolto i ministeri competenti, la Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome, gli enti territoriali, la società civile e gli attori non statali riuniti nel Forum nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.

Per raggiungere i 17 obiettivi dell'Agenda delle Nazioni Unite, spiega una nota del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Strategia parte da cinque pilastri fondamentali, “Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership”, da cui derivano quindici scelte strategiche che spaziano in diversi settori: dalla gestione sostenibile delle risorse naturali all'abbattimento delle emissioni climalteranti, dalla promozione di un benessere economico sostenibile, al contrasto alla povertà e allo sviluppo di un'occupazione di qualità, di una società non violenta, inclusiva e rispettosa dei diritti umani, senza discriminazioni.

Per permettere un monitoraggio più preciso e focalizzato sugli obiettivi posti, la nuova Strategia introduce i “valori obiettivo”, misurati annualmente attraverso una serie di indicatori di cui 55 di primo livello, che costituiscono un nucleo comune per tutte le amministrazioni centrali e territoriali e altri 190 di secondo livello, che garantiscono il monitoraggio complessivo degli obiettivi posti.

Un ruolo fondamentale nella Strategia è attribuito ai cosiddetti tre “vettori di sostenibilità”: la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile, la cultura e la partecipazione per lo sviluppo sostenibile. Si sottolinea, inoltre, l’importanza dei territori, dell’approccio multilivello alla governance, delle attività di valutazione e monitoraggio, dell’educazione, della formazione, della comunicazione e della promozione di collaborazioni e partenariati.

Il documento, che vede il coordinamento del MASE per l'aspetto nazionale e del MAECI per quello internazionale, rappresenta, conclude la nota, un importante passo avanti verso una via italiana alla sostenibilità coerente, integrata, localizzata, partecipata.