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2018-08-18 18:02

Il governo approva i piani di gestione delle acque e del rischio alluvioni

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Su proposta del ministro dell’Ambiente, il Consiglio dei ministri ha approvato il secondo Piano di gestione delle acque relativo a ciascuno dei seguenti distretti idrografici: Padano, delle Alpi orientali, dell’Appennino settentrionale, del Serchio, dell’Appennino centrale, dell’Appennino meridionale, della Sardegna e della Sicilia. I piani sono stati approvati dai comitati istituzionali delle rispettive Autorità di bacino, fuorché quello della Sicilia, approvato dalla Giunta regionale.

Per i medesimi distretti, ad eccezione di quello della Sicilia, sono stati approvati anche i Piani di gestione del rischio di alluvioni. Su tutti è stato acquisito il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni.

I piani di gestione dei Bacini idrografici contengono i seguenti elementi: 

  1. descrizione generale delle caratteristiche del distretto;
  2. sintesi delle pressioni e degli impatti delle attività umane sui corpi idrici superficiali e sotterranei;
  3. elenco e rappresentazione delle aree protette;
  4. mappa delle reti di monitoraggio; 
  5. elenco degli obiettivi ambientali per tutti i corpi idrici;
  6. sintesi dell’analisi economica; 
  7. sintesi dei programmi di misure (compresi quelli più dettagliati per sottobacino, settori o per problematiche specifiche, nonché le misure adottate per la partecipazione pubblica); 
  8. elenco delle autorità competenti e procedure per ottenere la documentazione e le informazioni di base.

Il Piano di gestione del rischio di alluvioni è previsto per ogni distretto idrografico dalla direttiva europea 2007/60/CE, recepita con il decreto legislativo 49/2010, ed è finalizzato a dirigere l’azione sulle aree a rischio più significativo, organizzate e gerarchizzate rispetto all’insieme di tutte le aree a rischio, e a definire gli obiettivi di sicurezza e le priorità di intervento a scala distrettuale, in modo concertato fra tutte le amministrazioni e gli enti gestori, con la partecipazione dei portatori di interesse e il coinvolgimento del pubblico in generale.