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2021-05-09 04:15

Dibattito Pubblico sui Rifiuti, Termovalorizzatore Compreso

ELEZIONI A ROMA

di: 
tuttiperroma.com

L’Astrolabio e gli Amici della Terra avevano già sostenuto l’iniziativa del Quaderno sul ciclo dei rifiuti di “Tutti per Roma. Roma per tutti”. Ora che la campagna elettorale comincia a entrare nel vivo, pubblichiamo i loro commenti al capitolo rifiuti del programma di Carlo Calenda, reso pubblico nei giorni scorsi. Ci auguriamo così di contribuire a diffondere un dibattito elettorale più consapevole, che entri nel merito dei problemi di Roma.

Abbiamo letto con molta attenzione il “Piano Rifiuti e Pulizia Urbana” redatto sotto forma di slide da AZIONE, che contiene molti spunti interessanti, e che vanta il pregio della chiarezza, della sintesi e della concretezza. Si comprende che per arrivare al pacchetto di proposte ci sia stato un lungo lavoro di ricerca, di studio e di confronto sia con esperti che con i “fatti”. E siamo certi, perché ne abbiamo trovato qua e là qualche traccia, che anche il Quaderno sul ciclo dei rifiuti di Tutti per Roma.Roma per tutti sia stato una delle fonti di ispirazione e di guida per i ragionamenti operati da Calenda e dai suoi. Del resto, più di un militante di Azione Roma ha seguito le fasi di elaborazione del nostro Quaderno, e il fatto che informazioni ed idee siano messe in circolazione è molto positivo, secondo noi.

E dunque, dopo i contributi di Caudo e Zevi tra i candidati alle primarie di centrosinistra, di POP e Liberare Roma tra i gruppi e i movimenti romani, solo per citare alcuni tra i contributi che stiamo analizzando con TxRxT, anche AZIONE ha reso pubblico il suo programma sul ciclo dei rifiuti, dal quale partiamo con i nostri commenti e le nostre impressioni. Lo facciamo pubblicamente – e ci piacerebbe su questo avere un confronto diretto con Carlo Calenda e la sua squadra – mettendo in evidenza i punti che ci hanno suscitato consenso o perplessità. Eccoli di seguito.

I commenti di Tutti per Roma. Roma per tutti

  1. Riteniamo siano molto apprezzabili le proposte riguardanti lo spazzamento e il decoro urbano così come la sottolineatura della centralità del tema dell’impiantistica per risolvere la questione dei rifiuti a Roma.
  2. Condividiamo il progetto di sviluppare una dotazione impiantistica per il trattamento dei rifiuti, ma parimenti rileviamo che per rendere la città davvero “autonoma” nella gestione dei rifiuti siano necessari anche impianti per lo smaltimento dei rifiuti non riutilizzabili e non riciclabili, di cui invece non troviamo traccia nel Piano. A questo proposito, non abbiamo compreso cosa si intenda per “impiantistica di prossimità disponibile” da utilizzare nell’immediato, così come vorremmo avere elementi più circostanziati sull’attivazione di “tritovagliatori mobili temporanei” e, soprattutto, sulla destinazione delle frazioni di rifiuti da essi prodotte.
  3. Troviamo peraltro incomprensibile la centralità attribuita agli impianti di pretrattamento dei rifiuti, a fronte delle pessime prestazioni di quelli già utilizzati. In effetti non conosciamo quali siano le caratteristiche degli impianti TMB (Trattamento Meccanico Biologico) “più evoluti” che dovrebbero ridurre al 10% la produzione di scarti (una quantità certamente molto inferiore al 70% attualmente prodotto dai TMB di AMA SpA). In cosa consiste la loro “evoluzione”? È più che noto che il ricorso agli impianti TMB non fa altro che trasformare i rifiuti urbani in rifiuti speciali, al solo scopo di poterli far viaggiare fuori della regione di origine per finire principalmente in discariche o in termovalorizzatori localizzati in altre regioni o Paesi. Tutto ciò sembra essere una negazione dei principi dell’Economia Circolare applicati alla gestione dei rifiuti, e non garantisce affatto l’autonomia e la sostenibilità delle scelte per Roma, come invece si afferma di voler fare. Insomma, nella proposta di AZIONE il ciclo dei rifiuti non si chiude e le scelte proposte non sembrano essere ambientalmente ed economicamente sostenibili.
  4. Vorremmo anche conoscere quali siano le valutazioni costi/benefici fatte per la “Piattaforma selezione del multimateriale” e con quali modalità sarebbero messi sul mercato le plastiche, il vetro e i metalli selezionati.
  5. Passando alle proposte di realizzare gli impianti indicati “per il futuro”, a proposito della prevista “bioraffineria d’avanguardia” riteniamo interessante l’intenzione di guardare a nuove tecnologie. Osserviamo però che notoriamente, ad oggi, impianti del genere esistono soltanto in scala pilota e che i tempi per ottenere dimensioni industriali e capacità significative, sembrano essere molto lunghi e incerti.
  6. Sempre a proposito di impianti “per il futuro” ci interesserebbe conoscere il parere di AZIONE sui termovalorizzatori (o inceneritori con recupero di energia). Siamo consapevoli del rischio di impopolarità che corre chi ne afferma la necessità. Tuttavia, vorremmo sapere se in qualche modo sia stata presa in considerazione questa tecnologia che – come è noto – è adottata da decenni in quasi tutte le capitali e le aree metropolitane d’Europa. È da escludere che “in futuro” Roma possa dotarsi di termovalorizzatori? E i romani dovranno rassegnarsi a rimanere per sempre “nel passato” accontentandosi di TMB e tritovagliatori, sistemi questi praticamente inesistenti nelle aree italiane più avanzate nonché negli altri Paesi europei nei quali è risaputo che le cose funzionano molto meglio che da noi?
  7. Ancora sul tema impianti, se ne propone anche uno destinato al “riciclo dei rifiuti ingombranti e dei RAEE” (Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). A tal proposito non è chiaro di quale impianto si tratti perché le due tipologie di rifiuti sono ben diverse e, dopo la raccolta, seguono strade ben differenti. In particolare, il recupero e il riciclaggio dei RAEE vengono realizzati applicando l’Accordo fra ANCI e CdC (Centro Coordinamento) RAEE. Esso prevede per i Comuni e le loro aziende soltanto l’onere della raccolta dei RAEE a fronte di un corrispettivo a loro favore. Va sottolineato che i RAEE raccolti già ora sono ritirati dal CdC RAEE per l’invio agli idonei impianti di riciclaggio e smaltimento. Questo Accordo funziona bene e in Italia sono già presenti innumerevoli impianti che operano in regime di concorrenza con margini economici esigui. Pertanto, ci chiediamo a quale trattamento i RAEE raccolti sarebbero sottoposti nell’impianto in questione.
  8. Leggiamo poi che si intende realizzare una “rete di impianti di compostaggio moderni da collocare vicino a ogni grande centro di produzione dell’organico”. Saremmo interessati ad approfondire la proposta riguardo al numero e alla capacità degli impianti suddetti perché una collocazione “diffusa” di impianti di compostaggio (pur se definiti “moderni”) nel territorio comunale, richiede una valutazione preventiva molto attenta sul loro impatto e sugli accorgimenti da adottare per la logistica connessa all’organico e al compost prodotto. In conclusione, l’ipotesi del compostaggio “diffuso” è suggestiva ma, a nostro avviso, in una metropoli come Roma essa potrebbe presentare molte criticità.
  9. Per quanto riguarda l’evasione della TA.RI., ci sembrano degni di nota gli interventi proposti per contrastarla. Ricordiamo che a Roma è anche significativa l’elusione. È ineccepibile la constatazione che la TA.RI. a Roma sia molto alta e che ciò dipenda principalmente dalla mancanza di impianti. Però non siamo convinti che perseverare nel ricorso ai TMB e proporre di costruire gli impianti elencati sotto il titolo “Roma Autonoma”, siano scelte che possono portare alle economie necessarie per ridurre la TA.RI. non domestica. Di quanto si prevede poter ridurre la TA.RI. non domestica e a decorrere da quale data? Inoltre, perché la riduzione dovrebbe essere garantita soltanto alle utenze non domestiche? E per le altre?

10. Interessante la proposta di estendere il sistema di raccolta porta a porta all’80% delle utenze non domestiche. Si tratta di un obiettivo molto ambizioso: ne sono stati valutati i costi e i benefici? AMA possiede i mezzi necessari? Dove saranno reperiti gli addetti per questa raccolta?

11. Calenda, come molti altri prima di lui, rilancia la proposta di incorporare AMA in ACEA. Eppure, questa ipotesi suscita in noi qualche dubbio sulla fattibilità complessiva, le condizioni necessarie, i tempi e così via. Per comprendere meglio il disegno di questa operazione, vorremmo conoscere qualche dettaglio in più.