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2026-10-29 00:42

Tecnologie Efficienti e Novità in Ambito Normativo

VERSO LA XVIII CONFERENZA PER L’EFFICIENZA ENERGETICA

di: 
di Jacques Gandini*

L’autore entra nel dibattito su una possibile attuazione della direttiva Case Green, aperto su queste pagine dall’articolo di Terenzio Poeta , illustrando una nuova specifica tecnica europea basata sul principio del cooling ladder, un nuovo approccio in risposta alla crescente domanda di climatizzazione estiva degli edifici che “non possiamo risolvere semplicemente mettendo condizionatori ovunque”.

In Copertina: Fonte BUILD UP - The European portal for energy efficiency and renewable energy in buildings che parla nel numero del 20 agosto 2026 della nuova specifica tecnica FprCEN/TS 18335:2026 Ventilative cooling systems – Design


L’obiettivo principale della Direttiva EPBD IV, nota come “Case Green”, è trasformare l’intero stock immobiliare in un parco a emissioni zero entro il 2050. Si tratta di un traguardo estremamente ambizioso, giustificato dal peso significativo degli edifici sui consumi energetici e sulle emissioni, temi ben noti.

L’approccio della Direttiva, con l’adozione di un percorso obbligatorio di efficientamento del parco immobiliare, nasce dalla considerazione che i tassi di riqualificazione registrati negli oltre 20 anni precedenti sono stati insufficienti. La prima EPBD, la Direttiva 2002/91/CE, risale infatti al 2002, ma i tassi di riqualificazione registrati nei due decenni successivi sono rimasti troppo bassi per risultare coerenti con gli obiettivi climatici europei, nonostante i numerosi provvedimenti adottati.

 

Una sfida che non possiamo più ignorare

Questo percorso di efficientamento dell’edilizia europea, d’altro canto, dovrà sempre più tenere conto del fatto che le estati sono sempre più calde e stanno cambiando il modo in cui viviamo gli edifici. Il raffrescamento non è più soltanto una questione di comfort: riguarda la salute, la sicurezza e la qualità della vita, soprattutto nelle abitazioni, negli ospedali e nelle strutture per anziani.

La risposta più immediata è installare nuovi condizionatori. Questa è una soluzione spesso necessaria (pensiamo ad esempio ai luoghi della sanità e dove si trovano anziani) ma moltiplicarla senza una strategia rischia di aumentare i consumi elettrici, i costi e il calore disperso nelle città, come calore di scarto delle unità condensanti dei sistemi di climatizzazione, generando negli agglomerati urbani l’effetto delle cosiddette isole di calore dove, alle già alte temperature in città, si aggiunge il calore generato dai sistemi di climatizzazione.

Negli ultimi vent’anni, l’Europa ha ridotto il fabbisogno energetico per il riscaldamento invernale. Oggi dobbiamo evitare che questi progressi siano compensati da una domanda crescente di climatizzazione estiva. La questione riguarda gli edifici esistenti, spesso impreparati alle ondate di calore, ma anche quelli nuovi, molto isolati e non sempre progettati pensando all’estate.

Negli edifici caratterizzati da involucri altamente isolati, infatti, il rapporto tra il fabbisogno di potenza per la climatizzazione estiva e quello per il riscaldamento invernale può diventare particolarmente elevato, arrivando in determinate condizioni anche a valori prossimi a 4:1.

A titolo esemplificativo, non esaustivo, in un edificio residenziale situato a Milano, con appartamenti di circa 100 m² e un involucro edilizio ad alte prestazioni isolanti come previsto dalle EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), non è così raro vedere la potenza termica di picco dell’ordine di 2,5 kW per il riscaldamento invernale (con temperatura di progetto di -5 °C esterni), a fronte di una potenza frigorifera di picco che può avvicinarsi ai 10 kW per la climatizzazione estiva (con temperatura di progetto di 32 °C esterni), a seconda delle caratteristiche dell’edificio, delle superfici vetrate, degli apporti solari e delle condizioni di utilizzo.

 

“Ventilative Cooling Design” per una climatizzazione estiva più sostenibile 

La nuova specifica tecnica europea FprCEN/TS 18335:2026, “Ventilative cooling systems – Design”, sviluppata nell’ambito del Comitato Europeo di Normazione (CEN) con il contributo anche di esperti italiani (delegati dell’UNI, Ente Italiano di Normazione: Annamaria Belleri, senior researcher EURAC;  Luca Alberto Piterà, segretario generale AICARR; Valentina Raisa, architetto partner e socio fondatore di SISTENE ESCO ed io stesso, in quanto titolare dello Studio GANDINI), propone un metodo per progettare edifici più confortevoli durante l’estate. La pubblicazione è prevista nel primo trimestre 2027.

Il suo principio guida è la “cooling ladder”: una scala di priorità che invita a prevenire il surriscaldamento con schermature solari e scelte costruttive adeguate; gestire il calore interno; sfruttare la ventilazione quando è efficace; valutare altre soluzioni efficienti; e ricorrere alla climatizzazione tradizionale per il fabbisogno residuo. (vedi foto di copertina)

Non significa rinunciare ai condizionatori. Significa utilizzarli dove servono, senza considerarli l’unica risposta possibile.

Figura 2 – Rappresentazione grafica a titolo esemplificativo della Cooling hierarchy (adottata dalla municipalità di Londra nel documento “London Climate Change Adaptation Strategy”) come una lista di priorità ecocompatibili nella progettazione per la mitigazione del surriscaldamento degli edifici ed al contempo limitando un eccessivo utilizzo di active cooling (inteso come tradizionali sistemi di climatizzazione estiva, come ad esempio: climatizzatori split, VRF, Chillers e Ventilconvetori)

 

 

L’aria esterna come risorsa

Quando l’aria esterna è più fresca di quella interna, può aiutare a eliminare il calore accumulato. È il principio del raffrescamento ventilativo, che può utilizzare finestre apribili, sistemi meccanici di ventilazione forzata o soluzioni combinate. La sua efficacia dipende dal clima, dalle caratteristiche dell’edificio e dalle condizioni di utilizzo: non è quindi una risposta universale, ma una risorsa spesso sottovalutata.

La nuova specifica offre ai progettisti un percorso strutturato per valutarne il potenziale fin dalle prime fasi. Metodi semplificati, come il Ventilative Cooling Potential Method (VCPM), aiutano a capire quando la ventilazione può garantire il comfort e quando occorrono soluzioni integrative.

Figura 3 – la sequenza del “cooling ladder”. Fonte: https://build-up.ec.europa.eu/en/resources-and-tools/articles/new-european-technical-specification-designing-ventilative-cooling

 

Progettare per il clima di domani

Gli edifici di oggi dovranno affrontare anche le estati dei prossimi decenni. Per questo la nuova metodologia considera la resilienza al calore e la capacità di mantenere condizioni accettabili durante eventi estremi. Un edificio efficiente non è soltanto quello che disperde poco calore in inverno: è quello che offre benessere tutto l’anno, limitando i consumi e la dipendenza dagli impianti.

Figura 4. Esempio di distribuzione delle modalità di ventilazione nel corso dell’anno per un’aula scolastica irlandese. Modo 0 – Il raffrescamento ventilativo non è necessario, poiché è richiesto il riscaldamento. Modo 1 – È possibile sfruttare la ventilazione naturale alle portate minime, ossia quelle necessarie a garantire i requisiti minimi di qualità dell’aria interna (IAQ), secondo la norma EN 16798-1. Modo 2 – Il raffrescamento ventilativo è necessario ed efficace: è possibile utilizzare portate di ventilazione maggiori rispetto ai minimi richiesti per la qualità dell’aria interna, al fine di mantenere le condizioni ambientali entro l’intervallo di comfort adattivo. Modo 3 – Il raffrescamento ventilativo non è efficace durante le ore di occupazione, poiché l’aria esterna non è in grado di compensare il carico termico, ad esempio a causa di temperature o umidità troppo elevate oppure di una forza motrice insufficiente per la ventilazione. In questo caso è opportuno l’impiego di sistemi di climatizzazione estiva tradizionali come, ad esempio, condizionatori. Fonte: libreria venticoolpy.

 

Una priorità mondiale

Il tema va ben oltre l’Europa. Al Global Cooling Pledge Assembly di Singapore, nel settembre 2026, governi, imprese e organizzazioni internazionali hanno discusso come ampliare l’accesso al raffrescamento senza aggravare consumi ed emissioni. Il Global Cooling Pledge, lanciato alla COP28, indica l’obiettivo di ridurre di almeno il 68% le emissioni legate al raffrescamento entro il 2050 rispetto al 2022.

Come ha osservato Andrea Voigt di Danfoss, non possiamo costruire la resilienza al calore semplicemente aggiungendo più apparecchiature per il raffrescamento. Occorre un approccio che unisca edifici meglio progettati, sistemi di controllo intelligenti e tecnologie efficienti.

Figura 5: Global Cooling Pledge Assembly di Singapore tenutasi lo scorso 15-18 settembre 2026

 

Un’opportunità per il settore edilizio efficiente, che mitiga gli effetti del cambiamento climatico e rende più razionale l’impiego delle tecnologie

La direttiva EPBD ha avuto il merito di porre al centro delle politiche europee per l’edilizia la decarbonizzazione del patrimonio costruito, promuovendo una progressiva riduzione dei fabbisogni energetici e delle emissioni associate all’esercizio degli edifici.

Tuttavia, in uno scenario climatico caratterizzato da un aumento della frequenza, della durata e dell’intensità delle ondate di calore, la prestazione estiva degli edifici e la loro resilienza al surriscaldamento assumono un'importanza crescente e richiedono un approccio progettuale maggiormente integrato.

In questo contesto, il nuovo Technical Standard FprCEN/TS 18335:2026 “Ventilative cooling systems – Design” introduce un approccio particolarmente rilevante alla progettazione del comfort estivo e del raffrescamento degli edifici. La nuova specifica tecnica propone infatti una gerarchia delle strategie di raffrescamento attraverso il concetto di cooling ladder, favorendo l'adozione preliminare di misure capaci di ridurre o rimuovere i carichi termici prima di ricorrere alla climatizzazione attiva.

Agli architetti offre quindi una logica progettuale applicabile sin dalle prime fasi del progetto; ai progettisti mette a disposizione metodi per la valutazione del potenziale di raffrescamento ventilativo e indicazioni per il dimensionamento di sistemi naturali, meccanici e ibridi; ai progettisti e ai consulenti energetici fornisce inoltre una struttura metodologica per valutare la resilienza dell'edificio alle condizioni estive e quantificare, ove applicabile, il contributo del raffrescamento da fonti rinnovabili secondo il quadro normativo europeo.

Il valore del nuovo Technical Standard FprCEN/TS 18335:2026 risiede quindi anche nel possibile collegamento tra progettazione energetica, adattamento climatico e attuazione dell’EPBD.

La sua struttura metodologica è potenzialmente integrabile nei processi nazionali di recepimento della direttiva, nei metodi di calcolo della prestazione energetica e nei relativi strumenti software di verifica della conformità. Analogamente, i principi e i passaggi progettuali proposti possono essere trasferiti in norme tecniche, linee guida e disposizioni legislative nazionali. In prospettiva, la decarbonizzazione del patrimonio edilizio europeo richiederà dunque di superare la “polarizazione” invernale della prestazione energetica.

L'edificio ad alte prestazioni del futuro non dovrà essere soltanto un edificio che disperde poco calore durante l'inverno, ma un sistema capace di limitare i carichi termici estivi, controllare gli apporti solari, sfruttare efficacemente l'inerzia e la ventilazione, garantire condizioni accettabili anche durante eventi climatici estremi e ricorrere al raffrescamento attivo soltanto per la quota di domanda che non può essere evitata attraverso strategie passive e adattive.

In tale prospettiva, il ventilative cooling non rappresenta semplicemente una tecnologia aggiuntiva, ma uno degli strumenti attraverso i quali integrare mitigazione climatica, adattamento e resilienza nella progettazione energetica degli edifici.

L'evoluzione dell'EPBD e delle norme tecniche ad essa collegate potrebbe pertanto essere orientata non soltanto alla minimizzazione dei consumi energetici convenzionali, ma alla minimizzazione simultanea della domanda di energia, dei picchi di potenza e del rischio di surriscaldamento, secondo un approccio prestazionale coerente con le condizioni climatiche attuali e future.

 

*Jacques Gandini ha un’esperienza di 25 anni nel settore delle pompe di calore ed è disponibile a condividere le proprie competenze:  j.gandini@gandinistudio.com

 

Riferimenti bibliografici

[1] CEN, 2026. FprCEN/TS 18335:2026 – Ventilative cooling systems – Design. European Committee for Standardization, CEN/TC 156/WG21, Bruxelles. Final Draft, aprile 2026.

[2] European Commission, BUILD UP, 2026. New European technical specification for designing ventilative cooling. Pubblicato il 20 agosto 2026. Disponibile su: https://build-up.ec.europa.eu/en/resources-and-tools/articles/new-european-technical-specification-designing-ventilative-cooling

[3] Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea, 2024. Direttiva (UE) 2024/1275 del 24 aprile 2024 sulla prestazione energetica nell’edilizia (rifusione). Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, 8 maggio 2024.

[4] Commissione europea, 2022. Regolamento delegato (UE) 2022/759 del 14 dicembre 2021 che modifica l’allegato VII della direttiva (UE) 2018/2001 per quanto riguarda la metodologia di calcolo della quantità di energia rinnovabile usata per il raffrescamento e il teleraffrescamento. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

[5] UNEP, 2025–2026. Global Status Report for Buildings and Construction 2025–2026. United Nations Environment Programme, Global Alliance for Buildings and Construction. Estremi editoriali da verificare.

[6] AIVC, 2026. Indagine sui regolamenti edilizi e sul raffrescamento ventilativo in 19 Paesi. Air Infiltration and Ventilation Centre. Titolo bibliografico originale da identificare. Disponibile su: https://www.aivc.org/

[7] REHVA. Linee guida sul raffrescamento resiliente (Resilient Cooling). Federation of European Heating, Ventilation and Air Conditioning Associations. Anno, titolo ufficiale e identificativo della pubblicazione da completare.

[8] IEA EBC, Annex 80. Resilient Cooling of Buildings. International Energy Agency, Energy in Buildings and Communities Programme. Disponibile su: https://annex80.iea-ebc.org/

[9] IEA EBC, Annex 62. Ventilative Cooling. International Energy Agency, Energy in Buildings and Communities Programme. Disponibile su: https://venticool.eu/annex-62-home/

[10] Eurac Research. venticoolpy – Libreria Python per la valutazione del potenziale di raffrescamento ventilativo. Strumento di calcolo sviluppato nell'ambito delle metodologie VCPM. Versione, anno e indirizzo del repository da completare.

[11] CEN, EN 16798-1. Energy performance of buildings – Ventilation for buildings – Part 1: Indoor environmental input parameters for design and assessment of energy performance of buildings addressing indoor air quality, thermal environment, lighting and acoustics. European Committee for Standardization.

[12] CEN/ISO, EN ISO 52016-1. Energy performance of buildings – Energy needs for heating and cooling, internal temperatures and sensible and latent heat loads – Part 1: Calculation procedures.

[13] CEN/ISO, EN ISO 52120-1. Energy performance of buildings – Contribution of building automation, controls and building management – Part 1: General framework and procedures.

[14] CEN, EN 16798-7. Energy performance of buildings – Ventilation for buildings – Part 7: Calculation methods for the determination of air flow rates in buildings including infiltration.

[15] CEN, serie EN 16798-5. Energy performance of buildings – Ventilation for buildings – Calculation methods for energy requirements of ventilation and air conditioning systems. European Committee for Standardization.

[16] UNEP, Cool Coalition, 2023. Global Cooling Pledge. Iniziativa internazionale presentata alla COP28 per la riduzione delle emissioni associate al raffrescamento e l'ampliamento dell'accesso a soluzioni sostenibili.

[17] UNEP, Cool Coalition, 2026. Global Cooling Pledge Assembly 2026. Singapore, 15–18 settembre 2026. Documentazione dell'incontro internazionale dedicato alla resilienza al calore e al raffrescamento sostenibile.

[18] Voigt A., 2026. Considerazioni sul Global Cooling Pledge Assembly 2026. Comunicazione pubblicata su LinkedIn, settembre 2026. Fonte della citazione: “We cannot build heat resilience simply by adding more cooling equipment”. https://lnkd.in/p/dCmAkA8e