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2018-01-23 10:42

Uno studio dell’Ocse indica che leggi ambientali più severe non danneggiano la competitività delle esportazioni

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Le esportazioni dei paesi che adottano politiche ambientali rigorose non perdono in competitività nei confronti di quelle dei paesi con normative più permissive. È quanto sostiene uno studio dell’Ocse, Do Environmental Policies Affect Global Value Chains?, che contesta un assunto molto diffuso, prendendo in esame il commercio di beni del settore manifatturiero tra le economie avanzate e quelle emergenti. Queste ultime, come ad esempio la Cina, potrebbero rafforzare le proprie leggi ambientali, senza che questo intacchi la loro quota di mercato complessiva nelle esportazioni. Le industrie fortemente inquinanti o ad alta intensità energetica, come quelle chimiche, plastiche o dell’acciaio, subirebbero solo una piccola penalizzazione dall’adozione di norme ambientali più severe, ma questo sarebbe compensato dalla crescita delle esportazioni in settori meno inquinanti, e ciò vale sia per le economie emergenti, sia per l’Europa e il Nord America.

Lo studio dell’Ocse smentisce quindi la convinzione tradizionale secondo cui le normative ambientali più severe inducono gli imprenditori a spostare alcune fasi della produzione verso paesi con norme meno rigorose. “Il fatto è che le leggi ambientali non sono il driver principale dei flussi commerciali internazionali”, ha affermato Catherine L. Mann, capo economista dell’Ocse, presentando lo studio, che analizza i dati storici delle esportazioni delle industrie fortemente e poco inquinanti in ventitré paesi avanzati e sei economie emergenti. “Non abbiamo trovato alcuna prova del fatto che un ampio divario tra le politiche ambientali di due paesi incida in modo significativo sul loro commercio complessivo di beni manifatturieri. I governi dovrebbero smettere di agire in base al presupposto che regolamentazioni più severe danneggeranno le loro quote di esportazioni e dovrebbero invece concentrarsi su quanto possono ottenere dall’innovazione”.