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2020-08-05 12:54

Sulle differenze della tassa sui rifiuti tra i vari Comuni, nessun monitoraggio del governo ma forse un tavolo di confronto

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia non può effettuare un monitoraggio dei costi e delle differenze che i diversi regolamenti comunali generano nella determinazione delle tariffe della tassa sui rifiuti tra Comune e Comune, perché non ne ha la competenza, ma può esprimere solo una valutazione effettuata sulla base di un esame a campione e attraverso la formulazione di rilievi e osservazioni. Tuttavia, potrebbe essere attivato “un tavolo di confronto fra le diverse componenti interessate al controllo della spesa e alla gestione dei rifiuti”. Lo ha affermato il viceministro Enrico Morando, rispondendo in commissione finanze della Camera a un’interrogazione della Lega Nord, che denunciava la “abnorme differenza esistente, tra Comune e Comune, nella determinazione della tassa sui rifiuti”.

Secondo il viceministro, “un valido parametro di riferimento per la valutazione dell'operato dei Comuni in ordine alla determinazione dei costi” potrebbe essere costituito dall’entrata in vigore dell'obbligo da parte dei Comuni di tenere conto, nella determinazione della tariffa della TARI, delle risultanze dei fabbisogni standard, che la legge di stabilità 2016, però, ha posticipato dal 2016 al 2018.