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2020-08-05 12:26

Verso il nuovo decreto su terre e rocce da scavo

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il 15 gennaio, il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Ambiente, ha approvato in secondo esame preliminare un decreto del Presidente della Repubblica, che semplifica la disciplina sulle terre e rocce da scavo, assorbendo in un testo unico tutte le disposizioni vigenti. Lo schema di decreto cerca di rispondere ai rilievi sollevati dalla Commissione europea ed evitare che la procedura di pre-infrazione aperta nei confronti dell’Italia (Eu-Pilot 5554/13/ENVI) evolva in una procedura d’infrazione. La procedura avviata dalla Commissione Ue si riferisce al decreto ministeriale del 10 ottobre 2012 n. 161, “Regolamento sulla disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo”

Il nuovo provvedimento riguarda la gestione e l’utilizzo delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti, il deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate come rifiuti, l’utilizzo nel sito di produzione delle terre e rocce escluse dal campo di applicazione della disciplina dei rifiuti, la loro gestione nei siti oggetto di bonifica.

Rispetto al primo esame preliminare, il testo è stato integrato e modificato, tenendo conto della consultazione pubblica organizzata dal ministero dell’Ambiente e del parere dalla Conferenza Unificata.

Il ministero dell’Ambiente osserva che, sotto il profilo ambientale, il regolamento consente di perseguire i seguenti risultati:

a) incrementare l’utilizzo delle terre e rocce da scavo come sottoprodotti;

b) ridurre il riscorso all’utilizzo di materiale di cava;

c) ridurre i costi connessi all’approvvigionamento di materia prima;

d) ridurre il ricorso allo smaltimento in discarica delle terre e rocce da scavo.

Tra le principali novità segnalate dal ministero dell’Ambiente vi sono:

  • procedure più semplici per attestare che le terre e rocce da scavo generate nei cantieri di grandi dimensioni soddisfano i requisiti per essere qualificate come sottoprodotti;
  • tempi certi per la definizione delle procedure, anche attraverso l’introduzione di meccanismi in grado di superare eventuali situazioni di inerzia degli uffici pubblici;
  • il rafforzamento del sistema dei controlli;
  • l’allineamento della normativa italiana a quella europea; 
  • la possibilità per il proponente di chiedere all’Arpa o Appa territorialmente competente di eseguire la validazione preliminare del piano di utilizzo e di effettuare lo svolgimento in via preventiva dei controlli previsti dalla legge;
  • specifica procedura per l’utilizzo nel sito di produzione delle terre e rocce da scavo escluse dal campo di applicazione della disciplina dei rifiuti e prodotte nell'ambito della realizzazione di opere o attività sottoposte a valutazione di impatto ambientale.