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2020-08-05 12:00

Idrocarburi in mare, il ministro Galletti contro le Regioni

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Facciamo tutte le discussioni che vogliamo sul turismo e su tutto quello che volete, però non accetto che il petrolio va bene quando lo estraiamo dall'altra parte del mondo ma va male quando lo estraiamo dai nostri mari, perchè questa è una posizione etico-morale che non accetto.” E’ questa la risposta del ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, al documento sottoscritto dalle Regioni il 20 ottobre, in cui chiedono “l’istituzione di momenti di confronto e di cabine di regia stabili e duraturi sulla ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare con i Ministeri competenti, per individuare e definire le condizioni di sicurezza di tali attività, le tecniche innovative di valutazione del rischio e di monitoraggio, le modalità di comunicazione atte a garantire l’informazione e la trasparenza di tali attività. Qualora la condivisione ed il dialogo non vengano consentiti, le Comunità regionali faranno ricorso a tutti i mezzi previsti o consentiti dell'ordinamento italiano, europeo ed internazionale”.

Nel documento, la Regioni dichiarano di ritenere “essenziale ed ineludibile che l'avvio ed il mantenimento di attività estrattive nei tratti di mare prospicienti le coste sia concertato e condiviso con le Comunità stesse, in quanto la materia dell’energia interferisce con altri ambiti di competenza regionale quali la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, la tutela della salute, il governo del territorio, il turismo, elaborando così un indirizzo strategico e programmatico comune. Occorre inoltre che detto indirizzo assuma dimensione europea al fine di evitare che scelte contrapposte e inconciliabili possano essere assunte da Regioni o Stati transfrontalieri”.

Non accetto che il problema dell'ambiente diventi globale o un problema locale quando ci fa comodo”, replica Galletti, aggiungendo che “per molti anni avremo ancora molto bisogno di petrolio e di gas e non è che se non li estraiamo dai nostri mari allora non lo estrarranno nemmeno dagli altri”. Anzi, ne dovremo comprare di più proprio da quei Paesi che nell'estrazione degli idrocarburi “hanno molto meno sicurezza di quella che oggi applichiamo noi”.