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2018-04-20 22:43

Schema di decreto del governo sulla gestione semplificata delle terre e rocce da scavo

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Per rispondere ai rilievi sollevati dalla Commissione europea nell’ambito della procedura Eu-Pilot 5554/13/ENVI e per evitare che venga avviata una procedura d’infrazione contro l’Italia, il 6 novembre Il Consiglio dei ministri ha approvato, in via preliminare, uno schema di decreto del Presidente della Repubblica che introduce una disciplina semplificata sulla gestione delle terre e rocce da scavo, consentendo di assorbire tutte le disposizioni attualmente vigenti in un testo unico, integrato e autosufficiente.

Lo schema di regolamento disciplina:  

  • il riutilizzo nello stesso sito di rocce e terre da scavo qualificate sottoprodotti;
  • il deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate rifiuti:
  • la gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica;

Le semplificazioni introdotte riguardano:

  • definizioni più chiare e coordinate con la normativa vigente;
  • una disciplina più dettagliata del deposito intermedio delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti;
  • l’esclusione dei “residui della lavorazione dei materiali lapidei” dalla nozione di terre e rocce da scavo, novità che consente agli operatori di qualificarli come sottoprodotti in presenza delle condizioni di legge e nel pieno rispetto dei livelli di tutela ambientale;
  • l’eliminazione dell’obbligo di comunicazione preventiva all’autorità competente di ogni trasporto di terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti, attivando allo stesso tempo i necessari controlli da parte delle autorità competenti;
  • una procedura più rapida per attestare che le terre e le rocce da scavo generate nei cantieri di grandi dimensioni soddisfino i requisiti normativi nazionali e comunitari per essere qualificate sottoprodotti;
  • un iter più spedito per apportare modifiche sostanziali al piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo, con la possibilità di una proroga di un anno della durata del piano per le terre e le rocce da scavo generate nei grandi cantieri;
  • tempi certi, sempre pari a 60 giorni, per lo svolgimento delle attività di analisi di ARPA e APPA;
  • procedure uniche per gli scavi e la caratterizzazione dei terreni generati dalle opere da realizzare nei siti oggetto di bonifica, che forniscano chiarezza e un riferimento normativo unico agli operatori;
  • una procedura specifica per l’utilizzo in sito delle terre e rocce da scavo escluse dal campo di applicazione dei rifiuti e prodotte dalla realizzazione di opere sottoposte a Valutazione di impatto ambientale.

La proposta di regolamentazione sarà sottoposta a una consultazione pubblica di trenta giorni e al suo termine il ministro dell’Ambiente pubblicherà eventuali controdeduzioni.