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2018-01-23 22:43

Sicilia, il balletto degli inceneritori

QUEL CHE C’È DA SAPERE

In Sicilia, l’emergenza rifiuti, dichiarata ufficialmente dal governo nel luglio 2010, continua, nonostante i poteri speciali di spesa e di emissione di ordinanze contingibili e urgenti da parte del presidente della Regione. Quando in estate il ministro dell’Ambiente aveva fatto circolare uno schema di decreto che, in attuazione dell’art. 35 della legge “Sblocca Italia”, prevedeva due inceneritori in Sicilia, il governatore Rosario Crocetta aveva replicato: “Abbiamo sempre detto no ai mega inceneritori”. Ora, la giunta regionale siciliana fa la sua controproposta: sei inceneritori, ma più piccoli, “con un minor impatto e secondo un principio di prossimità”, come ha spiegato l’assessore regionale all’Energia, Vania Contrafatto. Due inceneritori non dovrebbero superare le 200.000 tonnellate e gli altri quattro dovrebbero avere una potenzialità di 60.000 - 80.000 tonnellate. Le intenzioni della Giunta regionale sono state diffuse dal presidente della Commissione ambiente del Consiglio regionale siciliano, Giampiero Trizzino (M5S), il giorno dopo le dichiarazioni fatte al Senato, durante un question time, dal ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti.

Galletti ha ricordato che lo stato di emergenza rifiuti in Sicilia fu deliberato dal governo il 9 luglio 2010. Il Presidente della Regione fu nominato commissario, con il compito principale di predisporre l’adeguamento del piano regionale di gestione dei rifiuti. Impegno disatteso. Il 7 agosto scorso, “la Presidenza del consiglio dei ministri su proposta del ministero dell’Ambiente ha emesso due diffide, nella prospettiva di adottare i provvedimenti sostitutivi che dovessero rendersi necessari, nei confronti della regione siciliana. La prima, prevede un termine di 60 giorni per l’approvazione del Piano Regionale di gestione e dei rifiuti, la seconda, prevede di 1) perimetrare gli ATO per il servizio di gestione integrata dei rifiuti e di ridefinirne la consistenza numerica entro 30 giorni, 2) istituire e rendere operativi gli enti di governo della ATO entro 120 giorni, 3) adeguare la legislazione regionale vigente in materia di rifiuti entro 60 giorni. I termini della prima diffida nonché quelli di cui ai punti 1) e 3) della seconda diffida sono ormai scaduti e il governo sta valutando l’adozione dei provvedimenti sostitutivi necessari, anche alla luce di una interlocuzione con la Regione Siciliana”.

In base agli accertamenti del ministero, in Sicilia c’è un fabbisogno teorico di incenerimento pari a 699.404 tonnellate annue e ad oggi c’è “una capacità di incenerimento complessiva pari a zero”, mentre va in discarica oltre l’80% dei rifiuti: “Certamente una situazione non tollerabile”, ha affermato Galletti.