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2018-07-22 10:46

Rifiuti in Calabria, emergenza infinita e rischio di procedura d’infrazione Ue

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Durante il question time svoltosi il 15 ottobre al Senato, il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha aggiornato sulla situazione dell’emergenza rifiuti in Calabria, ricordando che nella Regione c’è stata una gestione commissariale straordinaria durata ben quindici anni, dal 1997 al 2011, che ha impiegato “ingenti risorse finanziarie”, senza però riuscire a normalizzare il settore dei rifiuti, perché “le autorità d’ambito non hanno realizzato la missione per la quale furono istituite”.

Secondo il ministro, le cause sono "da ricondurre principalmente alla mancata realizzazione degli interventi e delle attività previste dalla pianificazione regionale di settore e alla inesistenza, sul territorio regionale, di un sistema efficiente di gestione integrata dei rifiuti urbani comprensivo anche dei necessari siti di discarica. Risulta ancora in fase di completamento il sistema tecnologico ed infrastrutturale regionale ed in qualche caso si registra la mancata attivazione/implementazione della raccolta differenziata da parte dei comuni. La percentuale di raccolta differenziata regionale si attesta intorno al 14,7%”, secondo il dato ufficiale dell’Ispra relativo al 2014.

Per "scongiurare il collasso del sistema", il presidente della Giunta regionale ha proceduto con ordinanze, anche derogando temporaneamente all’obbligo del trattamento dei rifiuti, col conferimento diretto in discarica, come poteva fare in passato anche il commissario straordinario. “Tale attività è stata tuttavia del tutto circostanziata e fortemente contrastata anche dallo stesso ministero – ha sottolineato Galletti - con l’invio di diverse comunicazioni al presidente della Regione, perché contraria agli obblighi comunitari e perché espone l’Italia al rischio di un contenzioso con la Commissione Europea.”

Dopo che una sentenza del Consiglio di Stato dell'ottobre 2014 ha bloccato l'invio di parte dei rifiuti calabresi in discariche della Campania, perché anche dopo essere stati sottoposti a tritovagliatura i rifiuti urbani devono essere smaltiti nella regione di provenienza, salvo specifici accordi, si è ricorsi a tre discariche private e a una pubblica della Calabria. A questo punto, però, potrebbero andare anche all’estero. Infatti, il ministro Galletti ha affermato che “un’ulteriore valvola di sicurezza nella gestione dei rifiuti potrebbe essere approntata anche mediante il ricorso alla movimentazione transfrontaliera dei rifiuti e a specifiche intese con altre Regioni, Campania e Puglia in primis”.

“Per quanto concerne la termovalorizzazione degli scarti, presso l’impianto di Gioia Tauro devono essere completati lavori di potenziamento delle linee 3 e 4 (già a circa l’80%) per consentire di poter trattare 350 tonnellate al giorno di rifiuti, mentre può essere aumentata la potenzialità dell’impianto privato MIDA.” Tuttavia, secondo il crono programma della Regione Calabria, il rientro nel regime ordinario non potrà avvenire prima del giugno 2017. In tutto questo, il Piano regionale dei fiuti della Calabria è scaduto nel 2012 e la Regione potrebbe essere oggetto di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea.