Oggi:

2019-08-24 09:00

Un’aberrazione esportare i rifiuti all’estero, afferma il ministro Galletti al Senato

QUEL CHE C’È DA SAPERE

“Ancora oggi accettiamo - quasi fosse una normale forma di smaltimento e non una aberrazione che viola lo spirito delle normative nazionali ed europee - che troppi camion di rifiuti partano per l’estero arricchendo altri Paesi che sanno trasformare lo scarto in risorsa produttiva”, ha affermato il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, durante il question time svoltosi il 15 ottobre al Senato.

“Nel nostro Paese ancora il 40% dei rifiuti, che diventa l’80- 90% in alcune aree d’Italia, viene conferito in discarica e questo è inaccettabile per un paese civile, dal punto di vista sia ambientale che della salute dei cittadini. Io questo dato non lo tollero”, ha dichiarato il ministro. “Si registrano buone punte di raccolta differenziata in certe zone del paese, ma anche percentuali indegne in altre zone. Se le regole funzionano in certi Comuni - a macchia di leopardo, perché ci sono punte di eccellenza al Sud come ce ne sono al Nord - questo vuol dire che le regole ci sono e possono dare buoni risultati. C'è un'inefficienza da parte di alcuni Comuni e di alcune Regioni che io non ho più intenzione di tollerare. Lo dico con chiarezza: non sono un amante dei termovalorizzatori, ma odio fortemente la discarica. Quindi, o le Regioni mi dimostreranno, con atti già formalizzati e che possono essere messi in pratica subito, che non hanno bisogno della termovalorizzazione, oppure andrò avanti con la facoltà che mi concede l'articolo 35 del decreto-legge Sblocca Italia, puntando sui termovalorizzatori.”

Secondo Galletti, “la risposta migliore è puntare con decisione sulla raccolta differenziata. Non però fissando target immaginifici e irraggiungibili, né pensando di poter fuggire dalla logica dei progetti seri, dei tempi certi e delle responsabilità chiare. Chiedo dunque alle Regioni di darmi un’alternativa valida, carte alla mano, alla costruzione di nuovi termovalorizzatori, alla luce delle norme contenute nel decreto Sblocca Italia, che individua per ogni regione gli impianti da realizzare per soddisfare il fabbisogno residuo nazionale. Sarò il primo a dire ‘no’ a un termovalorizzatore in più, se questi progetti si dimostreranno credibili e adeguati. Di certo quello che non si può fare è proseguire come nulla fosse”.

L’attuale situazione espone l’Italia anche a nuove procedure d’infrazione da parte della Commissione Ue, oltre a quelle sulle discariche abusive e la Campania, che si sono già concluse con una condanna a pesanti multe da parte della Corte di Giustizia europea.

Per quanto riguarda le discariche abusive, l’Italia è stata condannata nel dicembre 2014 a una multa forfettaria di 40 milioni di euro e a una penalità semestrale di 42 milioni e 800 mila euro, esigibile fino alla completa messa a norma. La sentenza riguarda 200 discariche e per il computo della penalità semestrale possono essere detratti 400.000 o 200.000 euro per ogni discarica messa a norma, a seconda che siano presenti o meno rifiuti pericolosi. Il 13 luglio 2015 la Commissione europea ha notificato l’ingiunzione di pagamento di una penalità semestrale di 39.800.000 euro, riconoscendo la messa a norma di 14 discariche, oltre a un errore di censimento. Rimangono quindi 185 discariche da mettere a norma. Le Regioni avevano sostenuto che altre 39 discariche erano state messe in regola ma la Commissione Ue non ha ritenuto sufficiente la documentazione fornita.

Per la gestione dei rifiuti in Campania, l’Italia è stata condannata lo scorso luglio al pagamento di una somma forfettaria di 20 milioni di euro e di una penalità di 120.000 euro per ogni giorno di ritardo.

Galletti ha informato che ci sono altri due casi, che “potrebbero darci dei problemi da qui a breve” e riguardano l’adeguamento delle discariche in sei Regioni e la gestione dei rifiuti nel Lazio. Per quanto riguarda il Lazio, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha pronunciato una prima sentenza nell’ottobre 2014, che non comporta pertanto il pagamento di sanzioni pecuniarie ma condanna l’Italia per la “mancata creazione nella Regione Lazio di una rete integrata di gestione dei rifiuti idonea a garantire un corretto trattamento dei rifiuti urbani conferiti in discarica”. “Il mio ministero – ha affermato Galletti - sta monitorando la realizzazione degli interventi, anche al fine di aggiornare la Commissione europea sulle misure adottate per dare piena esecuzione alla pronuncia e per la risoluzione definitiva del caso. Un secondo aggiornamento è stato trasmesso ad agosto 2015 e riguarda l’adeguamento delle autorizzazioni degli impianti alla normativa vigente. E’ in corso la predisposizione di ulteriori dati da trasmettere alla Commissione europea nei prossimi giorni.”

La procedura d’infrazione avviata dalla Commissione Ue relativa all’adeguamento delle discariche di rifiuti in diverse regioni riguarda Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Puglia. Galletti ha dichiarato che “il ministero ha già attuato un lavoro di coordinamento per acquisire dalle sei Regioni interessate la documentazione necessaria in risposta ai nuovi addebiti mossi nel parere motivato, cui verrà dato riscontro nei prossimi giorni”.

Per quanto riguarda la situazione complessiva delle infrazioni in campo ambientale, il ministro Galletti ha sottolineato che in questo anno di governo ne sono state chiuse undici. Ne restano aperte ancora diciotto, di cui tredici sono a carico delle Regioni, e la gran parte riguarda proprio il tema dei rifiuti. “Non posso più tollerare questa situazione”, ha affermato il ministro.