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2019-05-23 02:54

RAEE e illegalità nelle isole ecologiche: il governo spera di superare del tutto l’attuale sistema di conferimento dei rifiuti

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il ministero dell’Ambiente mira a “sostituire del tutto l’attuale modalità di conferimento diretto presso i centri di raccolta comunale” dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Lo ha dichiarato il sottosegretario Barbara Degani, rispondendo a un’interrogazione del deputato Aldo Di Biagio (Area Popolare), che denunciava come i centri di raccolta gestiti dall’Ama a Roma siano sistematicamente oggetto di azioni illegali, con “operazioni di smantellamento di materiali delicati e pericolosi”, sulle quali non viene esercitato alcun controllo e non viene preso alcun provvedimento.

Nell’interrogazione si afferma che “dai frigoriferi vengono prelevati i motori facilmente immettibili nel mercato nero delle componenti elettroniche, così come dai telefoni cellulari viene estratto l'oro contenuto nelle strutture interne per un valore di circa un euro a telefonino, con la conseguenza che le apparecchiature originarie, private delle loro parti di maggiore interesse, vengono abbandonate a cielo aperto nei dintorni delle stesse aree di raccolta con incontrollato sversamento nel terreno, e nell'ambiente in generale, di sostanze tossiche contenute nelle medesime, senza trascurare la tossicità e l'inquinamento connessi alle modalità stesse di estrazione delle componenti elettroniche dalle apparecchiature originarie lasciate nelle aree di raccolta”.

Nella sua risposta, il sottosegretario all’Ambiente non ha contestato queste affermazioni ma ha fatto una disamina delle disposizioni legislative e delle competenze locali sulla gestione e il controllo di queste isole ecologiche, esprimendo fiducia che il conferimento dei RAEE nei centri di raccolta da parte dei cittadini possa essere sostituito completamente da quello da parte dei distributori, grazie alle “azioni già avviate al riguardo, volte ad incrementare le norme sulla raccolta dei RAEE in ragione di «uno contro uno» e di «uno contro zero»”, cioè del ritiro dell’usato a fronte dell’acquisto di un analogo apparecchio nuovo e del ritiro dell’usato, da parte dei grandi distributori, anche senza alcun nuovo acquisto.