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2020-08-05 12:20

Una bozza di decreto ministeriale fa sparire il teleriscaldamento dai certificati bianchi

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’Ambiente, ha predisposto uno schema di decreto, datato 6 agosto 2015, che revoca cinque schede tecniche per la quantificazione dei risparmi nell’ambito del meccanismo dei certificati bianchi, ritenendo che “non siano più conformi alle finalità del maccanismo determinando, pertanto, la necessità della loro revoca”. La revoca, secondo i due ministeri, si rende necessaria per “evitare il rischio di sovraincentivazione dell’intervento di efficienza energetica”, che potrebbe indurre la Commissione europea ad aprire procedimenti contro l’Italia, per infrazione della disciplina sugli aiuti di Stato in materia di energia ed ambiente. Per l’emanazione del decreto sarà necessaria l’intesa con la Conferenza unificata (Stato, Regioni, città e autonomie locali).

Le schede tecniche che il decreto intende revocare riguardano: l’installazione di impianti di riscaldamento alimentati a biomassa legnosa nel settore della serricoltura; la sostituzione di frigoriferi, frigocongelatori, congelatori, lavabiancheria, lavastoviglie, con prodotti analoghi a più alta efficienza; l’installazione di gruppi statici ad alta efficienza (UPS); l’applicazione nel settore civile di piccoli sistemi di cogenerazione per la climatizzazione invernale ed estiva degli ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria; l’applicazione nel settore civile di sistemi per il teleriscaldamento, per la climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria.

Proprio la revoca della scheda sul teleriscaldamento solleva particolari perplessità e preoccupazioni, anche perché il decreto del ministero dello Sviluppo economico interviene proprio mentre è in corso la consultazione per la revisione e l’aggiornamento dei certificati bianchi.

A questo proposito, gli Amici della Terra evidenziano che ““il documento di consultazione sulla riforma dei certificati bianchi non menziona, tra gli interventi ammissibili, lo sviluppo delle reti per il teleriscaldamento. Contemporaneamente è stata predisposta una bozza di DM che prevede la revoca della specifica scheda tecnica che ha consentito fino ad oggi ai certificati bianchi di avere un ruolo significativo nella promozione del teleriscaldamento. L’orientamento del Governo sembra quindi essere quello di non utilizzare più i certificati bianchi per questa tecnologia senza varare misure alternative, e quindi lasciando il settore senza strumenti di sostegno.

Gli Amici della Terra ritengono indispensabile mantenere il sostegno al teleriscaldamento tramite i certificati bianchi, con i criteri previsti dalla direttiva 2012/27/UE, almeno fino al varo effettivo di nuovi strumenti di promozione per questo settore”.