Oggi:

2018-01-20 22:21

Risoluzione della Camera sulla bonifica dei siti inquinati da amianto

QUEL CHE C’È DA SAPERE

“Estendere, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, il credito d'imposta al 65 per cento, attualmente in vigore per le opere di ristrutturazione e di efficientamento energetico, alle opere di bonifica dell'amianto, al fine di tutelare la salute dei cittadini e di promuovere politiche efficaci per l’edilizia di qualità capaci di dare impulso all'economia e all'occupazione del settore”. E’ uno degli impegni per il governo, contenuti nella risoluzione sulla bonifica dei siti inquinati da amianto, approvata dalle Commissioni congiunte finanza e ambiente della Camera. Il testo finale ha riunito due proposte presentate dal Pd e una dal M5S.

La risoluzione impegna il governo anche “ad assumere iniziative affinché, entro il 31 dicembre 2016, la presenza di amianto, in qualunque luogo, sia evidenziata con l’apposizione di un’etichetta chiara e visibile, recante l'indicazione della presenza di amianto”. Tra i sedici impegni previsti dalla risoluzione, si chiede di “promuovere il completamento della mappatura dell’amianto contenuto nelle scuole e in tutti gli altri locali pubblici e aperti al pubblico e che si dia impulso, da parte delle regioni, alla rimozione dello stesso”. Si chiede anche di finanziare adeguatamente il Fondo nazionale per il risanamento degli edifici pubblici, privilegiando le attività di bonifica nei siti ad alto rischio in contesto urbano, quali scuole, caserme e ospedali. Per quanto riguarda l’aspetto finanziario, la risoluzione impegna il governo ad “assumere iniziative in sede europea, affinché le risorse stanziate per gli interventi di messa in sicurezza e bonifica dell’amianto non vengano computate ai fini dei saldi di finanza pubblica relativi al rispetto del patto di stabilità e crescita”. 

Al governo viene chiesto di promuovere, “per quanto di competenza, l’effettiva emanazione di linee guida regionali che comprendano l’informatizzazione dei processi di bonifica, la georeferenziazione e l’individuazione di siti idonei allo stoccaggio e allo smaltimento in sicurezza dell’amianto, in un’ottica di filiera corta di gestione, di riduzione del rischio e dei costi”.

Infine, per quanto riguarda le vittime dell’amianto, la risoluzione chiede al governo di incrementare le risorse assegnate all’apposito fondo e di rivedere l’attuale normativa pensionistica, “per garantire benefici, oltre che ai lavoratori colpiti da patologie asbesto-correlate, anche a coloro che per motivi di servizio sono esposti direttamente all'agente patogeno”.