Oggi:

2026-05-18 02:05

ETS: l’Italia chiede di rinviare l’aggiornamento dei benchmark

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 22 aprile i ministri Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso hanno inviato una lettera per chiedere alla Commissione europea di rinviare l’aggiornamento dei benchmark del sistema EU ETS per il periodo 2026–2030, proponendo di affrontare la questione nell’ambito della revisione complessiva della direttiva attesa nella seconda metà del 2026. Il documento è indirizzato alla vicepresidente Teresa Ribera e ai commissari Stéphane Séjourné e Wopke Hoekstra.

Secondo il governo, l’aggiornamento dei benchmark, da cui dipendono le quote gratuite assegnate alle imprese, presenta criticità rilevanti “sotto il profilo della sostenibilità industriale, della proporzionalità e della coerenza complessiva del quadro normativo”. In particolare, si teme un impatto significativo sui settori energivori (ceramica, cemento, alluminio), con una riduzione delle assegnazioni gratuite tale da coprire solo una quota limitata delle emissioni reali e quindi un aumento dei costi per le imprese.

Un ulteriore elemento critico riguarda il fatto che i nuovi benchmark potrebbero incorporare tecnologie non ancora diffuse o scalabili a livello europeo, con possibili effetti sulla competitività e sul rischio di carbon leakage.

Per evitare questi effetti nel breve periodo, l’Italia propone un “congelamento temporaneo” dei benchmark ai livelli attuali (2021–2025), in attesa della revisione complessiva della direttiva ETS. Anticipare ora una revisione completa, sostiene il governo, rischierebbe di aumentare l’incertezza regolatoria proprio alla vigilia di una riforma più ampia.

La lettera sottolinea però che il congelamento dei benchmark sarebbe efficace solo accompagnato da una modifica del fattore di correzione transettoriale (CSCF). In assenza di questo intervento, infatti, la riduzione complessiva delle quote disponibili continuerebbe a tradursi in un taglio proporzionale delle assegnazioni gratuite, neutralizzando di fatto l’effetto del congelamento.

Nel complesso, l’Italia chiede alla Commissione un approccio “pragmatico e coordinato”, che consenta di bilanciare l’integrità ambientale del sistema ETS con la sostenibilità industriale, rinviando le modifiche strutturali alla revisione prevista nel 2026.