Oggi:

2026-03-06 18:13

Roma e l’Energia Che Non si Vede: una Infrastruttura Sostenibile per la Città del Futuro

GEOTERMIA A BASSA ENTALPIA

di: 
Mario Pileggi*

Esiste una fonte energetica rinnovabile (non meno strategica di eolico e fotovoltaico), che opera al di sotto delle strade e degli edifici nelle città: il calore naturale del sottosuolo. A Roma, questo spazio invisibile non è soltanto un archivio geologico o il supporto delle infrastrutture moderne e antiche, ma custodisce una risorsa energetica continua e silenziosa, capace di dialogare con il futuro senza entrare in conflitto con la straordinaria eredità storica della città.

In Copertina: Foto Pixabay 

 

La geotermia a bassa entalpia rappresenta una delle opportunità più concrete e mature per ridurre i consumi energetici e le emissioni climalteranti nel settore civile, responsabile di una quota significativa dell’inquinamento urbano. La sua capacità di fornire energia termica rinnovabile in modo costante e programmabile la rende particolarmente adatta ai contesti urbani complessi, dove la compatibilità ambientale e paesaggistica è un requisito imprescindibile. A differenza di altre fonti rinnovabili più visibili ma intermittenti, la geotermia sfrutta una sorgente stabile e prevedibile, particolarmente adatta ai contesti urbani complessi e storicamente vincolati.

 

La Capitale è un caso di studio emblematico

Il sottosuolo romano è il risultato di una lunga e articolata storia geologica che combina depositi marini, prodotti vulcanici e sedimenti alluvionali. Questa complessità si traduce in condizioni termiche e idrogeologiche particolarmente favorevoli all’uso della geotermia a bassa entalpia. A profondità di poche decine di metri, il terreno e le acque sotterranee mantengono temperature pressoché costanti durante l’anno, generalmente comprese tra 16 e 20 °C.  Questi valori, apparentemente modesti, sono in realtà ideali per alimentare pompe di calore geotermiche, sistemi in grado di trasferire calore dal sottosuolo agli edifici in inverno e di dissiparlo nel terreno durante l’estate. Rispetto ai sistemi tradizionali basati sulla combustione di gas o gasolio, la geotermia consente di eliminare le emissioni locali e di garantire prestazioni stabili nel tempo, contribuendo in modo significativo alla riduzione del fabbisogno energetico complessivo.

Nel dibattito sulla transizione energetica, la geotermia a bassa entalpia occupa spesso una posizione marginale, oscurata da tecnologie più spettacolari. Tuttavia, proprio per una città come Roma, caratterizzata da un patrimonio storico, architettonico e paesaggistico unico, il ricorso al calore del sottosuolo rappresenta una delle soluzioni più compatibili e armoniche per ridurre le emissioni senza alterare il volto urbano.

Roma, per dimensioni, storia e complessità geologica, costituisce dunque un caso di studio emblematico. Le conoscenze scientifiche accumulate negli ultimi decenni, unite agli strumenti di pianificazione energetica come il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), indicano chiaramente che la geotermia può diventare uno degli assi portanti della transizione energetica urbana.

Un elemento chiave del potenziale geotermico romano è rappresentato dall’acquifero contenuto nelle ghiaie di base del Tevere. Studi geologici e idrogeologici hanno dimostrato che questo acquifero è continuo lungo l’asse del fiume, si colloca a profondità relativamente ridotte, generalmente comprese tra 30 e 60 metri, ed è protetto da livelli impermeabili che lo isolano sia dalle variazioni climatiche stagionali sia dall’inquinamento superficiale. Le acque presentano temperature comprese tra 18 e 19 °C, condizioni ideali per applicazioni di riscaldamento e raffrescamento tramite sistemi geotermici a circuito aperto. 

In termini energetici, l’acquifero del Tevere può essere interpretato come una vera e propria “batteria termica” naturale, capace di fornire calore in inverno e di assorbirlo in estate, a condizione che l’utilizzo della risorsa avvenga in modo equilibrato e accompagnato dalla reiniezione delle acque.

 

Le tecnologie con pompa di calore geotermica

Le tecnologie geotermiche applicabili in ambito urbano si distinguono principalmente in due categorie. I sistemi a circuito chiuso utilizzano sonde geotermiche inserite nel terreno, all’interno delle quali circola un fluido termovettore che scambia calore con il sottosuolo senza entrare in contatto con le acque sotterranee. Questa soluzione risulta particolarmente adatta ai contesti storici e densamente edificati, grazie al ridotto impatto sul sistema idrogeologico.

I sistemi a circuito aperto, invece, sfruttano direttamente le acque di falda attraverso pozzi di prelievo e reiniezione. Nel caso di Roma, l’acquifero del Tevere rappresenta un esempio ideale di risorsa per questo tipo di impianti, che garantiscono prestazioni molto elevate ma richiedono una gestione attenta degli aspetti idrogeologici e geochimici.

In entrambi i casi, il cuore del sistema è la pompa di calore geotermica, una macchina in grado di fornire più unità di energia termica per ogni unità di energia elettrica consumata, con rendimenti nettamente superiori a quelli dei sistemi tradizionali.

L’efficacia della geotermia a Roma non è soltanto teorica. Un recente studio condotto su un edificio residenziale della città ha analizzato un sistema integrato composto da pompa di calore geotermica, impianto fotovoltaico e collettori solari termici. I risultati mostrano coefficienti di prestazione elevati, dell’ordine di 5–6, confermando la piena idoneità delle condizioni geotermiche locali.

Dal punto di vista ambientale, il sistema consente di evitare ogni anno circa 26 tonnellate di anidride carbonica rispetto a una soluzione convenzionale alimentata a gas naturale. Sebbene i costi iniziali di installazione restino significativi, i benefici ambientali, uniti alla stabilità dei costi energetici nel lungo periodo, rendono la geotermia una soluzione particolarmente interessante per il futuro della città.

mappa tratta dall’articolo “L’acquifero nelle ghiaie di base del Tevere: una risorsa geotermica per la città di Roma” di F. BARBERI, M.L. CARAPEZZA, G. GIORDANO, A. PENSA, M. RANALDI


Un Piano per la città del futuro

Il vero salto di qualità per la geotermia a Roma consiste nel passaggio dal singolo edificio alla scala urbana. La realizzazione di distretti geotermici, in cui più edifici condividono una rete di scambio termico alimentata dal sottosuolo, consentirebbe di ottimizzare l’uso della risorsa e di ridurre i costi complessivi.

In questo scenario, la geotermia può integrarsi efficacemente con le comunità energetiche rinnovabili, fornendo energia termica continua e programmabile, complementare alle fonti rinnovabili elettriche. Un ruolo strategico può essere svolto anche dal patrimonio edilizio pubblico – scuole, uffici, impianti sportivi – che rappresenta un ambito privilegiato per interventi di riqualificazione energetica.

Il PAESC di Roma Capitale riconosce esplicitamente il ruolo della geotermia a bassa entalpia come strumento per la riduzione delle emissioni climalteranti. Affinché questo potenziale si traduca in risultati concreti, è tuttavia necessario integrare in modo sistematico le conoscenze scientifiche nella pianificazione urbanistica, attraverso mappe di vocazione geotermica e regole chiare per l’installazione degli impianti.

In questa prospettiva, la geotermia non deve essere considerata una tecnologia di nicchia, ma una vera e propria infrastruttura energetica invisibile, capace di contribuire in modo stabile alla resilienza climatica, alla sicurezza energetica e alla qualità della vita urbana.

Sotto Roma scorre non solo il Tevere, ma anche un flusso costante di energia termica naturale. La geotermia a bassa entalpia offre alla città la possibilità di valorizzare questa risorsa in modo sostenibile, riducendo le emissioni e migliorando l’efficienza energetica degli edifici.

La sfida dei prossimi anni sarà trasformare le conoscenze scientifiche e le esperienze pilota in una strategia urbana diffusa, capace di fare della geotermia uno degli elementi strutturali della Roma del futuro: una città più efficiente, più resiliente e più attenta all’uso consapevole delle proprie risorse naturali. In questa prospettiva, un recente contributo scientifico focalizzato sull’area urbana di Tor di Quinto ha confermato le favorevoli condizioni termiche e idrogeologiche per l’impiego della geotermia a bassa entalpia nella climatizzazione degli edifici, richiamando al contempo l’attenzione sugli aspetti geochimici da considerare nella gestione della risorsa. Parallelamente, le iniziative istituzionali dedicate alla geotermia svoltesi a Roma nel 2025 testimoniano come questa fonte rinnovabile stia progressivamente assumendo un ruolo riconosciuto nelle politiche di decarbonizzazione urbana.

La geotermia a bassa entalpia si configura così non come una soluzione tecnologica di nicchia, ma come una vera e propria infrastruttura energetica invisibile, in grado di coniugare innovazione, tutela del patrimonio e sostenibilità ambientale. Valorizzare l’energia che scorre sotto Roma significa, in definitiva, costruire una transizione energetica radicata nel territorio e coerente con l’identità profonda della città.

*Mario Pileggi è geologo e consigliere nazionale degli Amici della Terra

                   

Bibliografia

- Barberi, F., Carapezza, M.L., Giordano, G., Pensa, A., & Ranaldi, M. (2006). L’acquifero nelle ghiaie di base del Tevere: una risorsa geotermica per la città di Roma.

- Carapezza, M. L., Chiappini, M., Nicolosi, I., Pizzino, L., & Ranaldi, M. (2022). Assessment of a low-enthalpy geothermal resource and evaluation of the natural CO₂ output in the Tor di Quinto area (Rome city, Italy). Geothermics, 99, 102298.  

- Nardecchia, F., Pompei, L., Egidi, E., Faneschi, R., & Piras, G. (2023). Exergoeconomic and environmental evaluation of a ground source heat pump system for reducing the fossil fuel dependence: A case study in Rome. Energies, 16(17), 6167. 
- Cerutti, P. (2025). Low enthalpy geothermal systems (geoexchange) for air conditioning in Italy: Design, monitoring, sustainability, and possible developments. Acque Sotterranee – Italian Journal of Groundwater, 14(2). 

- Cerutti, P. (2025). Low-enthalpy geothermal systems and regulation: The monitoring of closed-loop installations. Acque Sotterranee – Italian Journal of Groundwater,

- Karypidis, A. I. S., Misirlis, D. K., Papapostolou, C. M., & Kleidis, K. D. (2025). Thermodynamic performance and components cost analysis for a low enthalpy geothermal power plant. Chemical Engineering Transactions, 120, 529–534. 

- Italian Geothermal Forum. (2025). Atti del 1° Italian Geothermal Forum, Roma, 11–12 marzo 2025.

- UNMIG – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. (2025). Confronto tecnico-normativo sulle sonde geotermiche a bassa entalpia.

- Roma Capitale. (2021). Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC).

European Commission. (2011). Roadmap to a competitive low carbon economy in 2050. Publications Office of the European Union.