QUEL CHE C'È DA SAPERE
La Commissione europea ha pubblicato il 9 ottobre una guida operativa per sostenere gli Stati membri nella redazione e attuazione dei Piani sociali per il clima (SCPs), necessari per accedere ai finanziamenti del Fondo sociale per il clima (SCF).
Il Fondo, istituito con il Regolamento (UE) 2023/955, partirà nel 2026 con una dotazione di oltre 86 miliardi di euro e resterà operativo fino al 2032. È finanziato dai proventi del nuovo sistema ETS2 e dalle contribuzioni nazionali (pari almeno al 25% del valore dei piani).
L’obiettivo è garantire una transizione equa, sostenendo famiglie vulnerabili e piccole imprese più esposti ai costi dell’energia e alla transizione verso tecnologie pulite, soprattutto nei settori residenziale e dei trasporti.
La nuova guida, spiega la Commissione, delinea principi comuni per l’attuazione del Fondo e offre indicazioni pratiche per rendere i Piani nazionali più efficaci e coerenti con le esigenze sociali e territoriali. Tra i punti principali:
– Pagamenti legati ai risultati: i fondi saranno erogati solo al raggiungimento di obiettivi e traguardi misurabili;
– Strutture di gestione semplificate: gli Stati potranno utilizzare i meccanismi già impiegati per la Politica di coesione e il PNRR;
– Governance inclusiva: i Piani dovranno coinvolgere autorità locali, parti sociali e società civile;
– Trasparenza e tracciabilità: Commissione e Stati membri useranno un sistema digitale unico per il monitoraggio;
– Tutela delle risorse europee: previsti controlli e garanzie contro frodi e conflitti di interesse.
Gli Stati membri dovranno integrare i Piani sociali per il clima nei propri Piani di partenariato nazionali e regionali, così da favorire investimenti più mirati e coerenti e una maggiore efficienza nell’uso dei fondi europei.
Per ricevere i finanziamenti, i Paesi UE dovranno aver recepito nella legislazione nazionale la Direttiva (UE) 2023/959 sul sistema ETS2. L’Italia ha completato l’attuazione con il decreto legislativo 10 settembre 2024, n. 147.
Una volta approvati i Piani, gli Stati potranno presentare la prima richiesta di pagamento alla Commissione a partire dal 31 luglio 2026, a condizione che siano stati raggiunti i traguardi concordati.