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2026-09-20 21:40

L’analisi trimestrale del sistema energetico italiano di Enea

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 13 marzo è stata pubblicata da ENEA l’Analisi Trimestrale del Sistema Energetico Italiano con i dati relativi al 2024. I consumi energetici complessivi sono cresciuti dell’1% rispetto al 2023, trainati soprattutto dai trasporti e dal settore civile. Per quanto riguarda le emissioni, sebbene su base annua risultino in calo del 3%, nella seconda metà dell’anno si è registrata un’inversione di tendenza, con un aumento dell’1,5%, in particolare nei settori dei trasporti e del residenziale, che ha interrotto una dinamica di riduzione in atto da due anni.

I prezzi dell’energia si sono mostrati molto variabili sui mercati all’ingrosso, con un divario crescente rispetto ad altri Paesi europei: nel 2024 l’elettricità è costata in media 108 €/MWh in Italia, a fronte di valori decisamente inferiori in Germania, Spagna e Francia, mentre il gas ha registrato uno spread di circa 3 €/MWh rispetto al mercato di riferimento TTF. Nonostante una riduzione media annua del 15% dei prezzi di gas ed elettricità, nella seconda parte dell’anno i costi sono tornati a salire e restano sensibilmente superiori alla media del decennio 2010-2020.

Dal punto di vista delle fonti, nel 2024 i consumi di carbone si sono dimezzati, assumendo un ruolo ormai marginale nella produzione termoelettrica. Sono invece aumentati i consumi di petrolio, gas e soprattutto delle fonti rinnovabili, grazie alla forte ripresa dell’idroelettrico. Nonostante ciò, la quota di rinnovabili nei consumi finali si attesta al 20%, ancora al di sotto del target previsto dal PNIEC per il 2024. Infine, le importazioni nette di elettricità sono rimaste pressoché invariate.

L’analisi segnala un peggioramento dell’indice ENEA ISPRED, che sintetizza l’andamento della transizione energetica e che ha toccato un minimo storico con una flessione del 25%. Le cause principali sono la frenata nella riduzione delle emissioni, in particolare nei settori non-ETS, e la crescita ancora insufficiente delle fonti rinnovabili. Secondo ENEA, per rispettare gli obiettivi al 2030, le emissioni nei settori non coperti dal sistema ETS dovrebbero diminuire del 5% all’anno, contro un calo medio dell’1% osservato negli ultimi cinque anni.

Un segnale incoraggiante arriva dal fronte delle tecnologie per la decarbonizzazione. Dopo cinque anni di crescita, si arresta l’aumento del deficit commerciale per l’importazione di tecnologie low-carbon, sceso da 6,4 a 5,5 miliardi di euro.