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2024-07-25 17:22

Gli impegni del G7: la Dichiarazione finale

QUEL CHE C'È DA SAPERE

I ministri del G7 Clima, Energia e Ambiente, a conclusione delle sessioni di lavoro della ministeriale svoltasi a Torino nella Reggia di Venaria dal 28 al 30 aprile, sotto la guida dalla Presidenza italiana, hanno adottato una Dichiarazione congiunta che, nel fare seguito agli obiettivi concordati alla COP 28 e già assunti nelle precedenti sessioni del G7, ne avvia la concreta e significativa attuazione.

Tra i punti chiave dell’accordo, i paesi del G7 si impegnano a:

  • presentare nuovi piani nazionali per la riduzione delle emissioni tra i 9 e i 12 mesi prima della COP30 (che si terrà a fine 2025) chiedendo a tutte le altre principali economie di seguire l’esempio;
  • eliminare gradualmente la produzione di energia elettrica da carbone nei sistemi energetici entro il 2035 o comunque entro una data compatibile con l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1,5°C;
  • contribuire all’obiettivo globale di stoccaggio dell’energia di 1500 GW nel 2030, un aumento di oltre sei volte rispetto ai 230 GW del 2022;
  • aumentare significativamente gli investimenti nelle reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica entro il 2030, riconoscendo che sono necessari 600 miliardi di dollari all’anno per raggiungere gli obiettivi climatici nazionali annunciati;
  • sviluppare e attuare piani, politiche e azioni nazionali per l’uscita progressiva dai combustibili fossili, e incaricano l’AIE di fornire raccomandazioni e monitoraggio nel 2025 sui percorsi tecnologici e sulle tempistiche per raggiungere questo obiettivo;
  • sbloccare finanziamenti per il clima nell’ordine di migliaia di miliardi, riconoscendo le sfide che i Paesi vulnerabili stanno affrontando in relazione agli impatti climatici e a sostenere i Paesi in via di sviluppo più vulnerabili a stabilire piani di investimento completi per l’adattamento e lanciare il “G7 Adaptation Accelerator Hub” per promuovere partenariati volti a favorire le azioni nei Paesi in via di sviluppo per accelerare l’attuazione dei loro piani di adattamento nazionali;
  • istituire un Gruppo di Lavoro sull'Energia da Fusione per condividere le migliori pratiche ed esplorare le aree di cooperazione per accelerare lo sviluppo e la dimostrazione di impianti a fusione, incoraggiando l'aumento degli investimenti privati e pubblici;
  • accelerare la riduzione delle emissioni nei settori industriali e hard-to abate ricorrendo alle tecnologie innovative tra cui Ccs, l'idrogeno rinnovabile a basse emissioni e biometano;
  • promuovere la sicurezza di approvvigionamento delle materie prime critiche mediante la concreta attuazione del Piano previsto al G7 dello scorso anno;
  • istituire una “Coalizione G7 sull'Acqua”, la prima iniziativa dei G7 sul tema, luogo di discussione e di confronto per facilitare una sintesi delle posizioni comuni da rappresentare nei consessi internazionali;
  • incaricare “l'Alleanza del G7 sull'Efficienza delle Risorse” di lavorare, entro la fine del 2024, allo sviluppo di una comune “Agenda volontaria sul Tessile e la Moda Circolari” tra governi, imprese, e stakeholder allo scopo di guidare il cambiamento, promuovendo pratiche di economia circolare lungo l'intera catena del valore, contribuendo così a combattere il fenomeno del “fast fashion” e i relativi impatti ambientali;
  • ridurre del 75% le emissioni globali di metano da combustibili fossili, anche riducendo l’intensità delle emissioni di metano delle operazioni petrolifere e di gas entro il 2030, e collaborare con i Paesi produttori di petrolio e gas interessati per ottenere tagli profondi alle emissioni di metano.

A quest’ultimo punto Amici della Terra ha dedicato un approfondimento con l’Instant Webinar “Emissioni di metano, il ruolo dell’Italia oltre il G7” tenutosi il 7 maggio e che ha ospitato Gilberto Dialuce, capo delegazione italiana al G7 Energia e ambiente, Alessia Clocchiatti, capo delegazione della DG Energy della Commissione UE e Flavia Sollazzo di Environmental Defense Fund Europa.