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2024-07-16 13:56

Prestazione energetica degli edifici: accordo Consiglio-Parlamento

QUEL CHE C'È DA SAPERE

Il 7 dicembre il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sulla proposta di revisione della Direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (EPBD). L'accordo dovrà ora essere approvato e formalmente adottato da entrambe le istituzioni.

La proposta di revisione, presentata dalla Commissione nel dicembre 2021 nell’ambito del pacchetto Fit for 55 e sui cui il Consiglio aveva adottato il proprio orientamento generale nell’’ottobre 2022, stabilisce nuovi e più ambiziosi requisiti di prestazione energetica per gli edifici di nuova costruzione e ristrutturati nell'UE e promuove la ristrutturazione del parco immobiliare degli Stati membri. L’obiettivo è portare a emissioni zero gli edifici nuovi entro il 2030 e quelli esistenti entro il 2050.

Tra gli elementi dell’accordo, si legge in una nota del Consiglio, l’introduzione di un articolo sull’energia solare negli edifici che garantirà la diffusione di impianti di energia solare negli edifici di nuova costruzione, negli edifici pubblici e in quelli non residenziali esistenti sottoposti a una ristrutturazione che richieda un’autorizzazione.

Riguardo le norme minime di prestazione energetica negli edifici non residenziali, l’accordo raggiunto prevede che nel 2030 tutti gli edifici non residenziali dovranno essere al di sopra del 16% rispetto agli edifici con le prestazioni peggiori e nel 2033 al di sopra del 26%. Per quanto riguarda la ristrutturazione degli edifici residenziali, gli Stati membri garantiranno che il parco immobiliare residenziale riduca il consumo medio di energia del 16% nel 2030 e tra il 20% e il 22 % nel 2035. Il 55 % della riduzione energetica dovrà essere conseguito mediante la ristrutturazione degli edifici con le prestazioni peggiori.

Infine, per quanto riguarda la graduale eliminazione delle caldaie a combustibili fossili, le due istituzioni hanno concordato di includere una tabella di marcia nei Piani nazionali di ristrutturazione degli edifici per eliminare gradualmente tali tipi di caldaie entro il 2040.