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2020-12-05 16:12

Fise Assoambiente, da Next Generation un’occasione unica per la gestione de riifiuti

QUEL CHE C'È DA SAPERE

“Per centrare gli obiettivi gli obiettivi europei della Circular economy (65% di riciclo e 10% in discarica al 2035 per i rifiuti urbani) non è più rinviabile la definizione di una “Strategia Nazionale per la gestione rifiuti”. Per farlo il nostro Paese ha un’opportunità unica dinanzi a sé: i fondi del piano Next Generation che potranno sostenere, attraverso mirati prestiti e incentivi al mercato del riciclo, gli investimenti necessari (10 miliardi di euro) per colmare il gap impiantistico nazionale, soprattutto nel Centro-Sud del nostro Paese, attraverso la realizzazione di 70 impianti di riciclo e recupero energetico”.

È quanto emerge dal Rapporto “Per una Strategia Nazionale dei rifiuti – Seconda parte: la strategia mette le gambe”, presentato da Fise Assoambiente e realizzato per l’Associazione dal Laboratorio REF Ricerche,  che parte dal presupposto secondo cui “nei prossimi 15 anni il nostro Paese è chiamato a raggiungere gli sfidanti obiettivi europei che l’avvento dell’Economia Circolare pone, con la riduzione al 10% dello smaltimento in discarica dei rifiuti urbani (oggi siamo al 22%) e il raggiungimento di un target di riciclo del 65% (oggi siamo al 45%). Senza dimenticare, il ruolo imprescindibile riservato alla termovalorizzazione per la chiusura del ciclo di gestione (il restante 25%)”

Un’occasione unica, secondo il presidente di Fise Assoambiente, Chicco Testa, “a patto, però, di spenderli efficacemente, privilegiando strumenti economici e incentivi/disincentivi, rispetto alla tradizionale spesa a pioggia”. Testa ricorda che “dal 2009 al 2018 in Italia gli investimenti pubblici per la gestione dei rifiuti sono crollati da 469 a 131 mln di euro. Ecco perché i fondi del Piano Next Generation saranno strategici per sostenere, attraverso prestiti, i necessari investimenti dei privati, pari a 10 miliardi di euro, per la realizzazione di una adeguata impiantistica che, a seconda delle capacità previste, potrebbe arrivare fino a 70 nuovi impianti per la gestione dei rifiuti urbani e speciali su tutto il territorio nazionale: 39 nuovi digestori anaerobici per il trattamento della frazione organica, 17 termovalorizzatori, 10 impianti per il recupero dei fanghi”.