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2020-12-05 14:56

Relazione parlamentare su 'Emergenza epidemiologica Covid-19 e ciclo dei rifiuti'

QUEL CHE C'È DA SAPERE

In otto mesi di emergenza Covid, dallo scorso maggio al prossimo dicembre, saranno prodotti trecentomila tonnellate di rifiuti, tra guanti e mascherine. Lo afferma la relazione della commissione parlamentare sugli illeciti nel ciclo dei rifiuti, che evidenzia come “l'emergenza epidemiologica non ha aumentato in maniera decisiva la produzione di rifiuti in generale anzi l'ha diminuita in alcuni settori merceologici: e semmai i provvedimenti hanno corrisposto a esigenze di risposta alla percezione di deficit strutturali del sistema impiantistico nazionale, che nella fase dell'emergenza hanno acuito gli effetti della carenza di possibili destinazioni per specifiche tipologie di rifiuti, attualmente non gestite sul territorio nazionale per l'assenza di una specifica dotazione impiantistica ovvero di una filiera correttamente costruita di trattamento della materia”.

L'emergenza epidemiologica non ha prodotto interruzioni o alterazioni significative nella gestione dei rifiuti: le imprese e i lavoratori del settore, nonostante alcune fasi di iniziale difficoltà, hanno concorso positivamente per consentire il mantenimento di una risposta adeguata del servizio”.

La relazione, sulla quale è stata presentata una risoluzione approvata dall’aula di Montecitorio, sottolinea che “dovranno essere investite risorse in ricerca tecnologica e organizzativa per la riconduzione a razionalità dell'uso dei presidi individuali e di materiali usa e getta; per la raccolta e il trattamento dei materiali dismessi; per lo sviluppo di nuovi materiali orientati alla sostenibilità”.

Nella relazione si sottolinea che “la raccolta e il trattamento dei rifiuti ospedalieri, ora basata su incenerimento o sterilizzazione, può evolvere se le valutazioni tecnico-scientifiche sulla chiusura effettiva del ciclo saranno accompagnate da norme adeguate, indirizzate a soluzioni a minore impatto ambientale complessivo: la riflessione necessaria è sugli effetti della sterilizzazione in situ quale soluzione idonea a evitare aumenti delle quantità di rifiuti inceneriti e trasporti di rifiuti dai presidi ospedalieri agli impianti”.