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2019-11-17 09:13

La Corte dei conti sugli Enti parco nazionali: quasi 30 anni non sono bastati

QUEL CHE C’È DA SAPERE

A distanza di quasi trent’anni dall’entrata in vigore della legge n. 394 del 1991, “nessuno degli Enti parco si è dotato di tutti gli strumenti della programmazione (il Piano per il parco, il Regolamento del parco, il Piano pluriennale economico e sociale – Ppes) ad eccezione del parco dell’Aspromonte e, questo, nonostante il legislatore abbia contemplato una precisa disciplina dei tempi per la loro approvazione, nonché, per quanto concerne il Piano per il parco ed il Ppes, anche meccanismi sostitutivi, da parte del ministero vigilante, idonei ad assicurarne l’adozione, rimasti del tutto inattuati”.

È quanto sottolinea la Corte dei conti, che ha pubblicato la Relazione sulla gestione finanziaria dei 22 Enti parco nazionali, relativa al 2017, al cui termine osserva: “In sintesi, l’esame dell’intero sistema degli Enti parco evidenzia aspetti di criticità, sia in relazione all’assetto ordinamentale, con riferimento in particolare ai ritardi nella nomina dei Presidenti ed alla mancata adozione degli strumenti di programmazione, a distanza di quasi trent’anni dall’entrata in vigore della legge quadro, sia di carattere gestionale ed economico finanziario. In particolare, sono emersi: l’assoluta prevalenza dei trasferimenti statali; la carenza di contributi finanziari degli enti territoriali, che pure, per gli interessi coinvolti, hanno un ruolo di rilievo nella regolazione e nella gestione degli enti che insistono sul loro territorio; la generale irrilevanza delle entrate proprie; profili problematici connessi all’esposizione debitoria e alla situazione di deficit economico strutturale di alcuni. Questa Corte auspica, pertanto, che prosegua il processo riformatore che si era avviato nella precedente legislatura”.