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2019-09-16 06:33

L’Arera chiede a governo e parlamento di rendere automatico il bonus sociale in bolletta per chi ne ha diritto

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Con una segnalazione inviata a governo e parlamento, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) chiede l’approvazione di una norma che consenta di applicare automaticamente il bonus sociale di sconto previsto sulle bollette di luce, gas e acqua, consentendo lo scambio dei dati necessari tra le amministrazioni per garantirne la fruizione a tutti gli aventi diritto, azzerando per le famiglie tutti i passaggi burocratici oggi necessari.

La proposta dell’Arera si fonda sulla constatazione che chi potrebbe beneficiarne utilizza in modo scarso questo strumento. Per rendere automatica la fruizione del bonus l'Arera propone una procedura che però necessita di un intervento normativo che assicuri il consenso dell'interessato all'interazione fra le banche dati dell'Inps e le banche dati di energia, gas e acqua (Sistema informativo integrato e Anagrafe territoriale idrica) con particolare riferimento alla gestione dei bonus per gli utilizzatori di apparecchiature elettromedicali, dei bonus idrici territoriali, e all'eventuale individuazione dei clienti con riscaldamento centralizzato a gas metano.

In questo modo, secondo l’Arera, si potrebbe contribuire al contrasto della povertà energetica, garantendo un sostegno economico per la copertura della spesa energetica e idrica a tutti i 2,2 milioni di nuclei familiari che hanno una certificazione Isee utile per l'accesso al bonus che, considerando la loro dimensione media di 3,1 componenti, corrispondono a circa 6,8 milioni di persone.

L’Arera sottolinea che gli interventi proposti possono essere realizzati senza gravare sul Bilancio dello Stato, applicando le modalità attualmente previste per la copertura dei costi dei bonus, e con oneri nulli o limitati sui clienti del servizio elettrico e gas e sugli utenti del servizio idrico.

“A fronte infatti degli sforzi e dei differenti strumenti impiegati per diffondere la conoscenza dei bonus e dei relativi requisiti per usufruirne, il rapporto tra i potenziali destinatari e i percettori effettivi per luce e gas si è sempre mantenuto intorno al 30-35%”, sottolinea l’Arera. “Il livello di copertura del bonus elettrico rispetto ai potenziali destinatari poi risulta non uniforme a livello nazionale: tendenzialmente più elevato nelle regioni del Centro-Nord (con l'esclusione del Lazio) e particolarmente basso in alcune regioni del Sud e nelle Isole, dove invece è più alto il numero dei potenziali destinatari. Andamenti analoghi si osservano per il bonus gas, la cui diffusione geografica risulta ancor più differenziata a causa della diversa metanizzazione delle varie aree del Paese. Il bonus idrico, attivo dal 1° luglio 2018, nei primi sei mesi di operatività ha fatto registrare una richiesta contenuta (240 mila domande al 31 dicembre 2018), in prevalenza da parte di soggetti già beneficiari del bonus elettrico e/o gas”.

L’Arera suggerisce anche l'estensione del bonus sociale idrico ai percettori del reddito di cittadinanza e la sua riparametrazione per tutti gli aventi diritto, in modo da ricomprendere anche le spese relative ai servizi di fognatura e di depurazione.

Oltre alla segnalazione a parlamento e governo, l’Arera ha anche pubblicato sul proprio sito la Relazione al Ministro dello Sviluppo Economico sullo stato di attuazione del bonus sociale elettrico e gas per il 2018, da cui emerge che sono destinatarie del bonus per disagio economico elettrico 795.566 famiglie e 519.375 famiglie per il bonus gas, mentre 35.903 famiglie hanno ottenuto il bonus elettrico per disagio fisico. In media il 64% delle famiglie risulta destinataria sia del bonus elettrico sia del bonus gas. Il 76% dei
bonus erogati sono riferiti a rinnovi, cioè a famiglie che erano già beneficiarie di bonus l'anno
precedente, mentre il 24% sono riferiti a nuovi ingressi.

L’Arera evidenzia come il 20% dei soggetti che utilizzano una fornitura centralizzata di gas e che hanno ottenuto il bonus non abbia poi provveduto ad incassare il bonifico con cui viene loro trasferito, nonostante siano stati informati della disponibilità in pagamento del bonifico in qualunque ufficio
postale.