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2019-04-26 00:18

Studio dell’Ispra sul trend degli inquinanti atmosferici in un decennio

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Trend in diminuzione per PM10, PM2,5 e NO2 tra il 2008-2017, anche se continuano i superamenti in molte zone del paese. L’ozono, invece, non mostra segni di diminuzione, il che è spiegabile, almeno in parte, con la sua natura di inquinante secondario per il quale manca una relazione di proporzionalità diretta con la riduzione delle emissioni dei precursori.

È quanto evidenziato dall’Ispra nello studio Analisi dei trend dei principali inquinanti atmosferici in Italia 2008-2017, finalizzato a verificare l’esistenza o meno di una tendenza - e la sua significatività statistica -all’aumento o alla diminuzione nel tempo delle concentrazioni dei principali inquinanti atmosferici (materiale particolato, ossidi di azoto e ozono), desumibile dalle serie storiche di dati misurati presso le centraline di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico italiane.

Lo studio si basa sui dati relativi al periodo 2008 – 2017 e aggiorna l’analisi condotta cinque anni fa (riferita al periodo 2003 – 2012) estendendola a un maggior numero di punti di misura, permettendo quindi una migliore rappresentazione spaziale delle tendenze nell’intero paese.

L’Ispra osserva che i risultati dello studio sull’Italia sono coerenti con quanto osservato recentemente in Europa.