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2018-12-18 16:32

Il seminario sull’auto elettrica organizzato da Amici della Terra e Arel

AUTO ELETTRICA

di: 
Rosa Filippini

Ha suscitato grande interesse il seminario sull’auto elettrica, organizzato lo scorso 9 maggio a Roma dagli Amici della Terra e dall’Arel. Infatti, il tema è di attualità per via del disegno di legge d’iniziativa del Governo “Norme per lo sviluppo di spazi verdi urbani”, già approvato dal Senato con modificazioni in seconda lettura e ora all’esame della Camera.

Il ddl all’art. 6 prevede alcune disposizioni atte a favorire il risparmio e l’efficienza energetica mediante l’attivazione di investimenti in centraline di ricarica per veicoli elettrici, sia in aree pubbliche che private. In base al testo approvato al Senato, gli enti locali dovranno prevedere nei piani urbani ed extraurbani per la mobilità disposizioni per lo sviluppo di una rete pubblica di ricarica per i veicoli elettrici. Inoltre, le società di distribuzione di energia elettrica potranno usufruire di un sistema tariffario dedicato per realizzare e installare su suolo pubblico dispositivi di ricarica dei veicoli a trazione elettrica dotati di misuratore elettronico telegestito. E’ anche prevista una semplificazione delle regole condominiali per installare infrastrutture di ricarica all’interno delle aree condominiali.

Nella sua relazione introduttiva Andrea Molocchi, degli Amici della Terra, ha preso in considerazione gli studi più recenti promossi dalla Commissione Europea, i quali confermano le potenzialità dell’elettrificazione del trasporto privato in termini di efficienza energetica, riduzione delle emissioni di CO2 e riduzione degli inquinanti in ambito urbano. Pur effettuando un confronto corretto e tenendo conto delle emissioni delle centrali elettriche, l’auto elettrica consente un salto rilevante nell’abbattimento delle esternalità ambientali della mobilità. Nello stesso tempo, le proiezioni sull’evoluzione futura dei costi di proprietà e gestione dei veicoli elettrici (cosiddetto TCO - Total cost of ownership), calcolati in relazione sia ai costi attesi di acquisto dei veicoli elettrici sia ai risparmi energetici e di gestione dei veicoli stessi, evidenziano che l’auto elettrica non si prospetta come una soluzione economicamente conveniente per gli utenti: il parallelo miglioramento atteso dell’efficienza energetica dei veicoli a propulsione termica sembra prospettare una maggior convenienza economica di quest’ultimi almeno fino al 2030. Pertanto, sostiene Molocchi, solo una appropriata valorizzazione, economica e regolatoria (diritti di accesso, mobilità, parcheggio, etc.) dei benefici ambientali dell’elettrificazione del trasporto privato, realizzata nell’ambito di una strategia nazionale di sostegno alla realizzazione della rete di ricariche e alla diffusione dei veicoli e di coordinamento delle iniziative degli enti locali, può consentire un’ottimizzazione delle politiche sull’auto elettrica.

L’On. Agostino Ghiglia, primo firmatario di una proposta di legge espressamente dedicata alle misure per la promozione dell’auto elettrica ha riassunto i termini del dibattito in Parlamento ed espresso la convinzione che almeno il disegno di legge sugli spazi verdi, già approvato dal Senato con un voto bipartisan, possa essere approvato definitivamente prima dell’estate. Ghiglia ha inoltre contestato la previsione che i livelli di costo delle auto elettriche nei prossimi anni si mantengano alti.

Pietro Menga del Cives, ha sostenuto che i vantaggi per la collettività della diffusione dell’auto elettrica sono comprovati e giustificano una politica pubblica di incentivazione all’acquisto.

Tommaso Prini di Anie ha auspicato soluzioni modulate per favorire la diffusione delle citycar elettriche, come gli impianti di ricarica nelle aree di parcheggio dei centri commerciali e ha valutato con prudenza l’evoluzione tecnologica delle batterie.

L’ing.Sperandini di Acea ha difeso l’opzione favorevole ai distributori locali di energia per l’installazione dei sistemi di ricarica almeno fino a quando le dimensioni del mercato resteranno limitate.

Sullo stesso argomento, Valeria Termini dell’Autorità dell’energia ha, invece, sostenuto che occorre privilegiare situazioni aperte e concorrenziali.

L’ing. Andrea Valcalda di Enel ha illustrato i risultati degli esperimenti pilota che hanno riscontrato un elevato gradimento da parte degli utenti nonostante il maggior costo di noleggio rispetto alle auto tradizionali.

Fulvio Giacomassi della Cisl ha sollecitato misure che indichino con chiarezza alle imprese la direzione da intraprendere perché il Paese non resti escluso dal nuovo sviluppo industriale.

Per Assoelettrica, Stefano Bevacqua ha osservato che i problemi e le opportunità di sviluppo della rete elettrica si intersecano con quelli del sistema di mobilità e che la ricarica dei veicoli potrebbe rappresentare un risparmio indiretto sui costi di diffusione del fotovoltaico. Suscitando un coro di consensi, Bevacqua ha, inoltre, rilevato l’opportunità di investire sulle flotte di auto pubbliche, dai furgoni delle Poste alle auto di servizio della Pubblica amministrazione.

Alberto Biancardi (AEEG) ha dato un parere positivo sul disegno di legge in discussione in quanto “sufficientemente adattabile” e ha riferito dell’impegno dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas per svolgere al meglio le attività di regolazione che sarà differenziata per tenere conto dell’entità degli investimenti nella rete ma garantirà il massimo di trasparenza.

Il Sottosegretario all’ambiente Fanelli ha sostenuto che, a differenza di altri settori dallo sviluppo opinabile, quello dell’auto elettrica è un futuro prevedibile, in modo articolato, con almeno due fasi principali: la prima, riguarda un mercato relativamente piccolo di auto ibride e city-car per il quale l’Italia può vantare una situazione avanzata per il sistema di distribuzione. La seconda riguarda le batterie stazionarie che saranno in grado di effettuare ricariche veloci. In questo settore di innovazione tecnologica è necessario non farsi sorprendere impreparati.

Il Sottosegretario allo Sviluppo economico De Vincenti ha voluto fare “l’avvocato del diavolo”, preoccupato che si chiedano incentivi pubblici per colmare un gap ancora troppo consistente fra i costi dell’auto elettrica e quelli delle auto tradizionali. Pur prestando una doverosa attenzione alla valutazione monetaria delle esternalità – ha detto il sottosegretario – le risorse economiche per gli incentivi non ci sono e occorre evitare di ripetere l’esperienza delle rinnovabili elettriche finanziate a spese degli utenti con un risultato modesto per l’industria italiana.

Rosa Filippini, Presidente degli Amici della Terra, in chiusura ha sostenuto che le carenze del sistema italiano nello sviluppo delle grandi innovazioni dipendono spesso dal ritardo del sistema politico nel predisporre gli strumenti di sostegno o il quadro di regolazione. E’ inutile far passare 20 anni per l’approvazione di una legge. Le leggi non sono il Vangelo, non devono essere perfette. Possono e devono essere corrette e perfezionate con l’evolversi delle situazioni. E’ dunque importante – ha concluso Filippini – cogliere l’intuizione bipartisan del Senato e approvarla in tempo utile.