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2018-01-23 22:48

Nessun rischio di dispersione radioattiva dall’esperimento “Sox” nei laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso, dichiara il ministro dell’Ambiente

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha risposto alla Camera a un’interrogazione sui rischi dell'esperimento «Sox», di cui è in corso la predisposizione nei laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso e che da aprile 2018 utilizzerà una sorgente radioattiva di cerio 144 proveniente da un combustibile radioattivo di un reattore nucleare russo.

Nell’interrogazione, presentata da Giulio Cesare Sottannelli (Scelta Civica), si ricordava che, “secondo le notizie di stampa, la sorgente radioattiva, di proprietà francese, sarà incapsulata nel più grande contenitore di tungsteno mai prodotto e verrà trasportata dalla Russia attraverso la Francia fino ai laboratori; i cittadini segnalano forti preoccupazioni sulla vicenda, visto che i laboratori sorgono nel Parco nazionale, territorio ad alto rischio sismico, e l'acqua del Gran Sasso rappresenta l'unica fonte di approvvigionamento idrico per 700 mila cittadini; il decreto legislativo n. 152 del 2006 vieta di stoccare sostanze radioattive nelle vicinanze dei punti di captazione”.

Nell’interrogazione si affermava che “la regione Abruzzo ha dichiarato di non essere stata messa a conoscenza della predisposizione dell'esperimento «Sox», chiedendone la sospensione”, ma nella sua risposta il ministro Galletti ha dichiarato che il nulla osta di categoria A all'Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso è stato rilasciato il 17 febbraio 2016, “sulla base del parere favorevole con prescrizioni, espresso dall'Ispra e dalle altre amministrazioni coinvolte, ivi inclusa la regione Abruzzo”.

Il ministro ha aggiunto che “l'Istituto nazionale di fisica nucleare ha fatto presente che, da un punto di vista tecnico, non esiste alcun rischio di dispersione di cerio 144 e, quindi, di contaminazione anche minima dell'ambiente circostante del laboratorio ed in particolare delle acque del bacino del Gran Sasso, come evidenziato e dimostrato con studi tecnici completi, nella documentazione tecnica allegata alla richiesta di nulla osta.

“L'Istituto ha, peraltro, precisato che il generatore di neutrini è progettato per garantire massima sicurezza, anche in caso di evidenti incidenti. In particolare, il cerio 144 è sotto forma di polvere solida e sigillato in modo permanente e sicuro all'interno di una doppia capsula in acciaio saldata. La combinazione della doppia capsula in acciaio e del contenitore sigillato di tungsteno rende impossibile la dispersione del materiale, anche in quantità minime e anche in caso di eventi incidentali indipendenti, quali terremoti, incendi o allagamento del sito dell'esperimento, scenari, peraltro, valutati attentamente nella fase del progetto. Tale configurazione rimarrà invariata per tutta la durata dell'esperimento, che sarà di circa diciotto mesi. Al termine dell'esperimento, la sorgente ritornerà in Francia presso l'Istituto che ne detiene la proprietà”.