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2017-04-26 04:02

Il governo porrà la fiducia sul ddl Concorrenza al Senato, mentre Nomisma boccia la messa all’asta delle utenze elettriche domestiche

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Salvo ulteriori rinvii, in aprile dovrebbe iniziare nell’Aula del Senato l’esame del disegno di legge sulla concorrenza, fermo da otto mesi. Il governo ha annunciato l’intenzione di porre la fiducia sul provvedimento, al cui interno è stata inserita una norma molto discussa, che riguarda la fine del sistema elettrico della Maggior Tutela, prevista per la metà del 2018. L’emendamento introdotto dalla commissione industria del Senato e riguarda il sistema che garantisce tariffe regolate ad oltre 20 milioni di clienti, “quelli che di passare al mercato libero sembra non ne abbiano voglia”, nota uno studio presentato il 3 aprile da Nomisma Energia sulle criticità nel processo di liberalizzazione del mercato elettrico nel 2018, in cui si nota che sono passati 10 anni da quando, il primo luglio 2007, fu data la possibilità anche ai clienti domestici, soprattutto famiglie, di potere scegliere il mercato libero. Da allora le tariffe sono aumentate del 24%, 3,6 centesimi/kWh in più, per una spesa annua addizionale di 90 euro a famiglia.

Anche questa, osserva Nomisma, è una delle ragioni, ma non l’unica, che spiega la scarsa propensione dei clienti finali a lasciare il fornitore tradizionale. Sono ancora 20 milioni i clienti domestici che non sono passati al libero, contro i nove che lo hanno già fatto. La complessità delle bollette e la scarsa incidenza dello sconto sul prezzo finale sono le principali ragioni che rendono difficile il passaggio al mercato libero, secondo Nomisma, che ha calcolato come la bolletta elettrica sia composta di sei fogli contenenti 179 cifre, la cui lettura richiede nove minuti e la cui comprensione necessita di sei ore.

Il governo ha fissato la fine della Maggiore Tutela a metà 2018, per ottemperare alle richieste delle direttive europee. Per allora, tutti i 20 milioni di clienti attualmente sul tutelato dovranno passare al libero. Secondo quanto previsto dal testo del disegno di legge che arriverà in Aula al Senato, i cittadini che al primo luglio 2018 non avranno ancora scelto un gestore specifico vedranno le proprie utenze messe all'asta nel mercato libero, con la possibilità di ritrovarsi un operatore sconosciuto.

Secondo Nomisma, la teoria economica e l’esperienza indicano con chiarezza che, paradossalmente, le aste limitano la libertà dei consumatori, il contrario di quello che si vuole ottenere. Occorrerebbe invece puntare sugli strumenti già disponibili, sviluppati grazie alla regolazione e alle tariffe pagate dai clienti, come la tutela simile, il Sistema informativo integrato, i contatori intelligenti. Inoltre, andrebbero moltiplicati gli sforzi per una maggiore informazione a favore dei clienti e per un ruolo più attivo delle associazioni dei consumatori, andando nella direzione verso cui si muove la regolazione europea, che richiede uno sforzo nel rendere più chiare le offerte per i clienti che non vanno sul libero, scelta che va rispettata.