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2017-12-18 19:49

Libro Bianco sulle prospettive dei sistemi di accumulo elettrochimico nel settore elettrico

QUEL CHE C’È DA SAPERE

L’affermazione dell’accumulo elettrochimico come risposta alle richieste di sicurezza ed efficienza che l’evoluzione del sistema elettrico impone, è ormai prossima. Si tratta di una tecnologia che può essere determinante nel garantire stabilità, gestione ottimale dei parametri di rete e flessibilità in un sistema caratterizzato sempre più dalla presenza di soggetti che sono sia produttori sia consumatori, i cosiddetti “prosumers”. È quanto sostiene il Libro Bianco sui sistemi di accumulo 2.0 realizzato da ANIE Energia e RSE- Ricerca sul Sistema Energetico – con i contributi di Enel Produzione, Enel Green Power e il Politecnico di Milano. Obiettivo del lavoro è evidenziare le opportunità che l’installazione di sistemi di accumulo elettrochimico è in grado di offrire agli operatori e al sistema elettrico.

Secondo Stefano Besseghini, presidente e amministratore delegato di RSE, i sistemi di accumulo sono “entrati in una fase che possiamo definire di «adolescenza». Un passaggio importante in cui è ormai prossimo il momento per questi sistemi di proporsi al sistema energetico consapevoli delle proprie potenzialità ma anche dei propri limiti. Abbiamo valutato, insieme ad altri operatori del settore, l’evoluzione tecnica, normativa ed economica, per cercare di tracciare una traiettoria tecnologica credibile e, soprattutto, per comprendere quali ambiti potranno, per primi, offrire concreti ambiti di applicazione. È emersa chiaramente la progressiva diminuzione del gap fra i costi di installazione di sistemi di accumulo e i tempi di recupero degli investimenti. E questo lascia ben sperare per una definitiva affermazione di questa tecnologia”.

Malgrado questo miglioramento i sistemi di accumulo, in molti casi, non appaiono ancora sostenibili con gli attuali meccanismi di mercato, in particolare per grandi sistemi da inserire in contesti industriali e per utenti dotati esclusivamente di impianti fotovoltaici.

Il traguardo risulta invece essere più vicino se si considerano sistemi “virtuali” nei quali batterie diffuse fra molti utenti sono messe in comune a formare un sistema aggregato più economico e vantaggioso. Una sorta di “shared storage” che potrebbe essere la porta di ingresso al sistema elettrico.

Analogamente, sostiene il Libro Bianco, inizia ad avvicinarsi il momento nel quale un possibile distacco dalla rete per utenti, che abbinino sistemi di accumulo all’autoproduzione, possa considerarsi favorevole per l’utente stesso. I sistemi di accumulo risultano convenienti anche nelle realtà delle piccole isole, non servite dalla rete elettrica nazionale, dove le fonti rinnovabili sono concorrenziali rispetto all’attuale produzione. La pubblicazione prende anche in esame la possibilità dell’utilizzo dell’accumulo per la carica rapida di veicoli elettrici.

Secondo ANIE Energia e RSE, sia la Strategia Energetica Nazionale, sia la discussione apertasi a livello europeo sul New Energy Market Design, dovranno necessariamente tenere conto, nelle loro proiezioni al prossimo decennio, dell’affermazione delle tecnologie di accumulo.