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2017-10-18 16:55

Ispra, il presidente uscente e non prorogabile diventa commissario straordinario

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il 3 marzo, il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha nominato con decreto il presidente uscente dell’Ispra, Bernardo De Bernardinis, commissario straordinario dell’Istituto stesso per un periodo di sei mesi e comunque non oltre la nomina del nuovo presidente. La situazione che si era creata era anomala, poiché dal 1° marzo era rimasto solo il direttore generale ad essere regolarmente in carica: il consiglio d’amministrazione era scaduto, dopo 45 giorni di prorogatio, il 21 ottobre scorso; il presidente, non rieleggibile dopo aver fatto due mandati, era scaduto il 1° marzo, anche lui dopo 45 giorni di prorogatio.

Il presidente dell’Ispra viene nominato con decreto del presidente del Consiglio, su proposta del ministro dell’Ambiente, previo parere motivato delle commissioni parlamentari competenti. Eppure, in parlamento non è arrivata nessuna proposta di nomina e il ministro Galletti, invece di fare questa proposta per tempo, ha deciso di nominare commissario straordinario il presidente uscente e non prorogabile, “nelle more del perfezionamento della procedura di nomina del presidente”.

Secondo la presidente degli Amici della Terra, Monica Tommasi, “aver commissariato l’Ispra al termine del secondo mandato consecutivo del Consiglio di amministrazione e del presidente uscenti rappresenta un grave segno di disattenzione al buon funzionamento del sistema di governo dell’ambiente.

“Sono passati 25 anni dal referendum sui controlli ambientali promosso dagli Amici della Terra che motivò il Parlamento all’approvazione della legge 61/94, la legge che, per la prima volta, istituiva le agenzie regionali per l’ambiente e l’agenzia nazionale (allora Anpa) con il mandato di assolvere ai controlli ambientali e alle funzioni tecnico scientifiche di supporto ai governi nazionale e locali dell’ambiente.  Nel corso di questi 25 anni, siamo stati costretti più volte ad osservare come la politica e le istituzioni mal digerissero l’affermarsi del nuovo soggetto e della sua autonomia. Con la nuova legge di riforma e messa a punto del sistema (la 132/2016), che ha confermato l’assetto autonomo dell’ente nazionale (oggi, Ispra), eravamo convinti che questo lungo periodo di assestamento fosse ormai compiuto”.

Invece, prosegue la presidente degli Amici della Terra, “tagliati i nastri inaugurali con l’entrata in vigore della nuova legge nel gennaio appena trascorso, proprio al momento delle nuove nomine, ecco una caduta di stile che proprio non ci voleva. Cosa ha ostacolato le decisioni nei tempi dovuti? Questa disattenzione non aiuta certo l’autorevolezza scientifica e istituzionale del sistema, caratteristica indispensabile per chi deve garantire presso i cittadini il buon livello di governo dell’ambiente”.

Da parte di Cgil, Cisl e Uil è stato espresso un “forte giudizio negativo sulla scelta del governo”, accusato di “irresponsabilità politica” nell’aver deciso un commissariamento “ingiustificabile”, verso cui le tre sigle sindacali del settore della ricerca esprimono “indignazione”.

Nel suo Foglietto della Ricerca, il sindacato USI Ricerca avanza l’ipotesi di “possibili fusioni dell’Ispra con qualche altro ente di ricerca che, di recente, ha dichiarato, per iscritto, di essere complementare allo stesso Ispra”. Se ciò avvenisse, sarebbe necessario un provvedimento legislativo, in attesa del quale sarebbe stato deciso il commissariamento. Dopo di che, se l’Istituto dovesse mutare denominazione e organizzazione, De Bernardinis potrebbe essere rinominato presidente o al suo posto potrebbe andare il presidente dell’ente incorporato.