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2018-10-16 01:31

Acque reflue, un commissario straordinario unico per fronteggiare le sanzioni Ue

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Camera sta discutendo il decreto legge 243/2016 “Interventi urgenti per la coesione sociale e territoriale, con particolare riferimento a situazioni critiche in alcune aree del Mezzogiorno”, che all’art. 2 contiene disposizioni finalizzate a garantire un rapido adeguamento ad alcune sentenze di condanna della Corte di Giustizia dell'Ue, mediante interventi sui sistemi di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue, affidando i compiti di coordinamento e realizzazione di questi interventi ad un unico commissario straordinario del governo, in sostituzione dei precedenti commissari nominati in base all'articolo 7 del decreto-legge n. 133/2014, il cosiddetto “Sblocca Italia”.

Un dossier del Servizio Studi della Camera ricostruisce tutta la vicenda e illustra il provvedimento, le cui ragioni sono state illustrate alla commissione bilancio della Camera dal ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, durante un’audizione in cui ha ricordato come, “tra aprile 2015 e luglio 2014, con 14 successivi decreti della presidenza del Consiglio dei ministri, su mia proposta, sono stati nominati complessivamente 6 commissari straordinari per 94 interventi ricompresi nelle tre procedure d'infrazione, per un importo finanziato superiore a un miliardo di euro. 
Ad oggi, purtroppo, si deve constatare che tale scelta non ha prodotto del tutto i risultati sperati per diversi ragioni. La nomina di una molteplicità di commissari non ha consentito di conseguire economie di scala rilevanti, portando invece in alcuni casi alla duplicazione di strutture; le procedure di concreta messa a disposizione delle risorse finanziarie sia nazionali che locali sono risultate troppo laboriose e solo recentemente è stato introdotto un comma 7-bis all'articolo 7 del decreto-legge Sblocca Italia, che consente di procedere ad impegni di spesa con la sola competenza, a prescindere dalla cassa. 
I tempi previsti nel Codice degli appalti per l'espletamento delle gare per la progettazione e per la realizzazione dei depuratori non sono congruenti con l'urgenza dei tempi dettati dalla sentenza della Corte di giustizia, ai commissari non sono corrisposti compensi e l'incarico commissariale è quindi aggiuntivo rispetto a quello ordinariamente espletato, la vicinanza con i territori spesso ha irretito il loro operato in sterili contrapposizioni localistiche”