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2020-08-12 17:54

Anci-Conai: l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata richiede uno sforzo economico superiore alle reali esigenze

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Anci e Conai hanno presentato il VI Rapporto della loro Banca Dati sulla raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti in Italia, che copre il 95% della popolazione italiana e la quasi totalità delle frazioni merceologiche. Dal Rapporto risulta che, rispetto al 2014, sale da otto a nove il numero delle Regioni che hanno raggiunto, con cinque anni di anticipo, l’obiettivo Ue del 50% di avvio a riciclo fissato per il 2020.

I comuni che hanno raggiunto l’obiettivo del 50% di avvio a riciclo sono 3.549 (12,98% in più rispetto al 2014, 58,29% in più rispetto al 2013) ma solo il 60,94% di essi ha raggiunto anche l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata. Da questo dato, afferma il Rapporto, “emerge che fissare l’obiettivo di raccolta differenziata al 65% è sicuramente uno stimolo al miglioramento per il sistema Italia ma è anche vero che si richiede agli Enti Locali uno sforzo economico da destinare alla raccolta superiore alle reali esigenze. Tali risorse potrebbero essere destinate alla creazione di una vera economia del riciclo”.

Il Rapporto, sottolinea Filippo Bernocchi, delegato ANCI ad Energia e Rifiuti, riporta “in chiaro quello che chiaro non era e cioè i dati veri e reali dello stato della raccolta e dell’avvio a riciclo in Italia”. Ad esempio, emerge come la percentuale di raccolta differenziata cresca più velocemente rispetto a quella di avvio a riciclo. Questa differente crescita, osserva il Rapporto, è dovuta in larga parte alla qualità del materiale che viene raccolto. Se tutto il materiale fosse in prima fascia, si avrebbe un allineamento dei due indicatori. Invece, nell’ultimo anno si riscontra un +3,32 % per la raccolta differenziata e un +1,77 % per l’avvio al riciclo.

Alcuni dati evidenziano come il divario tra raccolta differenziata e riciclo possa essere ampio e come possa modificarsi significativamente da un anno all’altro. È il caso dell’Umbria, che nel 2015 ha fatto registrare il 50,1% di raccolta differenziata, in linea con quello dell’anno precedente, mentre la percentuale di avvio al riciclo è crollata di dieci punti, scendendo dal 49,42% al 39,33%, a causa della qualità della raccolta differenziata.

Come sottolinea l’Anci, anche da questo Rapporto “emerge l’immagine di un Paese a due velocità, con un Nord dotato di impianti più adeguati e di una maggiore sensibilità ambientale. Se le regioni del Centro-Nord raggiungono in media quasi il 50% di effettivo riciclo, la gran parte del Mezzogiorno, in assenza di provvedimenti straordinari, difficilmente riuscirà a centrare l'obiettivo entro il 2020”.