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2018-08-18 06:22

Sul nucleare, il Comitato economico e sociale europeo boccia la Commissione Ue

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il Comitato economico e sociale europeo (Cese) ha bocciato il programma indicativo per il settore nucleare, presentato lo scorso aprile dalla Commissione Ue, e ne ha chiesto “modifiche sostanziali”, in quanto “non offre un approccio chiaro e globale per il futuro dell'energia nucleare in Europa”.

In un parere adottato il 22 settembre in sessione plenaria, il Cese osserva che la comunicazione della Commissione “costituisce il primo riesame indicativo del settore nucleare da parte della Commissione dopo l'incidente di Fukushima, e benché nel programma precedente la stessa Commissione abbia promesso di pubblicare più di frequente i programmi indicativi sul nucleare, questo impegno non è stato mantenuto. Il programma indicativo per il settore nucleare del 2016, pur se accompagnato da un ampio documento di lavoro dei servizi, è lungo la metà rispetto alla comunicazione del 2007. Il Comitato suggerisce di aggiungere taluni elementi al programma indicativo, al fine di disporre di un documento strategico in cui vengano discussi gli elementi contestuali che determinano sia le decisioni di investimento sia la definizione degli obiettivi”.

Il Cese ha chiesto alla Commissione Ue di rivedere il suo progetto di comunicazione, aggiungendo alcuni punti specifici:

  • la competitività dell'energia nucleare a breve, medio e lungo termine;
  • i relativi aspetti economici;
  • il contributo alla sicurezza dell'approvvigionamento;
  • il cambiamento climatico e gli obiettivi di riduzione della CO2;
  • l'accettazione da parte dei cittadini, la responsabilità per i danni nucleari, la trasparenza e un dialogo efficace a livello nazionale.

Secondo il Cese, si tratta di aspetti che negli ultimi nove anni hanno assunto una sempre maggiore rilevanza, mentre la Commissione Ue “pone l'accento quasi esclusivamente sulla sicurezza e sul ciclo del combustibile, dando scarsa importanza agli altri aspetti, sia nella comunicazione sia nel documento di lavoro dei servizi della Commissione. Il programma indicativo inoltre non precisa la natura del dibattito su questi temi, molti dei quali sono discussi e controversi (ad esempio il mantenimento di standard elevati nel lavoro subappaltato), né propone una serie di orientamenti o un approccio strategico per analizzare la posizione del nucleare nel mix energetico complessivo. In questo, rispecchia l'approccio adottato per il pacchetto «Unione dell'energia», in cui si è altrettanto restii a valutare le implicazioni di una strategia energetica europea nell'ambito dei dibattiti nazionali sul futuro (eventuale) ruolo del nucleare nel mix energetico”.

Inoltre, il Cese osserva che il progetto di proposta della Commissione Ue “è stato elaborato prima del referendum britannico sulla permanenza nell'Unione europea e dell'attuale interpretazione giuridica secondo cui l'uscita dall'Ue comporta anche quella dall’Euratom. Tutto questo ha importanti ripercussioni strategiche, non da ultimo per quanto concerne gli obiettivi 2030 in materia di energia, ma anche la ricerca, il quadro normativo, la catena di approvvigionamento e la cooperazione per la sicurezza. La questione deve quindi trovare riscontro nel progetto di proposta, sebbene in questa fase sia difficile anticipare risultati specifici”.